Questa settimana la nostra studentessa ha voluto testare con mano, anzi con gli occhi, la mostra dedicata ad Amedeo Modigliani a Arezzo.
Modigliani: originale o riproduzione...è sempre bello rifarsi gli occhi.
A cura di Sophia Sestini
Questa settimana ho deciso di visitare la mostra dedicata alle opere di Amedeo Modigliani in Piazza San Francesco ad Arezzo “Quando conoscerò la tua anima... dipingerò i tuoi occhi...” . L'eposizione che doveva terminare il 24 di gennaio è stata invece prorograta al 31 di gennaio.
Nonostante se ne sia parlato molto, soprattutto per il ritardo dell’inaugurazione, ha avuto una discreta carenza di menzioni nella mia homepage di Facebook, lo strumento che preferisco per determinare cosa c’è da fare e cosa va evitato ad ogni costo.
Mi sono quindi messa a cercare orari e prezzi dei biglietti online, informazioni che ho facilmente reperito nel sito del Comune di Arezzo nella sezione notizie dell’Ufficio Cultura. http://www.comune.arezzo.it/il-comune/ufficio-cultura/notizie/mostra-amedeo-modigliani
La prima cosa che ho notato, è stata l’assenza di uno sconto “per studenti”, ma mi sono subito rincuorata: l’articolo dell’Ufficio Cultura specifica che, consultando il sito web dell'associazione culturale Editebro – che ha curato la mostra – è possibile ricevere via email una riduzione di 2€ sul prezzo del biglietto intero.
Impugnando con orgoglio una fotocopia che attesta il mio diritto ad uno sconto, mi sono fatta strada verso il centro storico.
Appena arrivata, la mia attenzione è stata attirata, dalla sala meravigliosamente priva di esseri umani. Non mi era mai capitato di avere l’opportunità di godermi una mostra come se fosse stata allestita esclusivamente per me. La ragazza all’ingresso, mi ha subito erudito sul fatto che i quadri non sono originali ma fedelissime riproduzioni, colpa delle strettissime misure di sicurezza dopo i fatti di Parigi.
Immediatamente dopo, mi si è avvicinato uno dei responsabili della mostra e mi ha spiegato, nel dettaglio, il concept: gran parte delle opere presenti sono riproduzioni di quadri ai quali il grande pubblico non avrebbe mai potuto avere accesso in quanto appartenenti a collezioni private. Così mi sono tuffata nel mondo di Modigliani e ne sono riemersa dopo più di un’ora, completamente incantata; se non avessero dedicato una mostra a queste riproduzioni, e con questa speciale tecnica, non avrei mai potuto vedere capolavori come L’Ebrea, né apprezzare da vicino la tecnica pittorica di Modigliani e la bellezza dei soggetti dipinti.
L’Ebrea, olio su tela.
Collezione Privata
1908.
Dopo aver esplorato anche il secondo piano, ho dedicato una decina di minuti alla lettura dei commenti lasciati nel libro degli ospiti ed ho potuto notare come, di fronte all’opportunità di esprimere un commento in modo anonimo, ci siano molti “leoni da penna” che, prendendo il coraggio a quattro mani, hanno lanciato invettive contro gli organizzatori della mostra che si sarebbero permessi di attirare gli innocenti avventori senza specificare in tutte le forme possibili che non si trattava di opere originali.
In realtà allo stessto link in cui è possibile richiedere lo sconto http://www.editebro.it/wp-content/uploads/2015/10/08-STAMPA02-opt.jpg, è specificato nel depliant sottostante l'articolo che le opere sono delle "riproduzioni".
Lo stesso comune di Arezzo ha comunicato con una conferenza stampa, le motivazioni dell’assenza delle opere originali.
Che dire, non sta a me giudicare il “tradimento”, di sicuro le informazioni c'erano, se esse siano state puntuali e chiare nella giusta misura lo giudicheranno i visitatori.
Per quanto mi riguarda, visto che ogni mestiere necessita dei propri attrezzi ed i miei non sono precisi come quelli di un critico o uno storico dell’arte, mi permetto di lasciare il poco originale commento: “È sempre bello rifarsi gli occhi –Sophia.”
Questa settimana ho deciso di visitare la mostra dedicata alle opere di Amedeo Modigliani in Piazza San Francesco ad Arezzo “Quando conoscerò la tua anima... dipingerò i tuoi occhi...” . L'eposizione che doveva terminare il 24 di gennaio è stata invece prorograta al 31 di gennaio.Nonostante se ne sia parlato molto, soprattutto per il ritardo dell’inaugurazione, ha avuto una discreta carenza di menzioni nella mia homepage di Facebook, lo strumento che preferisco per determinare cosa c’è da fare e cosa va evitato ad ogni costo.
Mi sono quindi messa a cercare orari e prezzi dei biglietti online, informazioni che ho facilmente reperito nel sito del Comune di Arezzo nella sezione notizie dell’Ufficio Cultura. http://www.comune.arezzo.it/il-comune/ufficio-cultura/notizie/mostra-amedeo-modigliani
La prima cosa che ho notato, è stata l’assenza di uno sconto “per studenti”, ma mi sono subito rincuorata: l’articolo dell’Ufficio Cultura specifica che, consultando il sito web dell'associazione culturale Editebro – che ha curato la mostra – è possibile ricevere via email una riduzione di 2€ sul prezzo del biglietto intero.
Impugnando con orgoglio una fotocopia che attesta il mio diritto ad uno sconto, mi sono fatta strada verso il centro storico.
Appena arrivata, la mia attenzione è stata attirata, dalla sala meravigliosamente priva di esseri umani. Non mi era mai capitato di avere l’opportunità di godermi una mostra come se fosse stata allestita esclusivamente per me. La ragazza all’ingresso, mi ha subito erudito sul fatto che i quadri non sono originali ma fedelissime riproduzioni, colpa delle strettissime misure di sicurezza dopo i fatti di Parigi.
Immediatamente dopo, mi si è avvicinato uno dei responsabili della mostra e mi ha spiegato, nel dettaglio, il concept: gran parte delle opere presenti sono riproduzioni di quadri ai quali il grande pubblico non avrebbe mai potuto avere accesso in quanto appartenenti a collezioni private. Così mi sono tuffata nel mondo di Modigliani e ne sono riemersa dopo più di un’ora, completamente incantata; se non avessero dedicato una mostra a queste riproduzioni, e con questa speciale tecnica, non avrei mai potuto vedere capolavori come L’Ebrea, né apprezzare da vicino la tecnica pittorica di Modigliani e la bellezza dei soggetti dipinti.
L’Ebrea, olio su tela.Collezione Privata
1908.
Dopo aver esplorato anche il secondo piano, ho dedicato una decina di minuti alla lettura dei commenti lasciati nel libro degli ospiti ed ho potuto notare come, di fronte all’opportunità di esprimere un commento in modo anonimo, ci siano molti “leoni da penna” che, prendendo il coraggio a quattro mani, hanno lanciato invettive contro gli organizzatori della mostra che si sarebbero permessi di attirare gli innocenti avventori senza specificare in tutte le forme possibili che non si trattava di opere originali.
In realtà allo stessto link in cui è possibile richiedere lo sconto http://www.editebro.it/wp-content/uploads/2015/10/08-STAMPA02-opt.jpg, è specificato nel depliant sottostante l'articolo che le opere sono delle "riproduzioni".
Lo stesso comune di Arezzo ha comunicato con una conferenza stampa, le motivazioni dell’assenza delle opere originali.
Che dire, non sta a me giudicare il “tradimento”, di sicuro le informazioni c'erano, se esse siano state puntuali e chiare nella giusta misura lo giudicheranno i visitatori.
Per quanto mi riguarda, visto che ogni mestiere necessita dei propri attrezzi ed i miei non sono precisi come quelli di un critico o uno storico dell’arte, mi permetto di lasciare il poco originale commento: “È sempre bello rifarsi gli occhi –Sophia.”