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“Ho riscontrato incongruenze apparentemente inspiegabili tra quanto emerso nell’audizione del procuratore Rossi e quanto si evince dalla relazione di Bankitalia sulla presenza, a partire dal maggio 2014, del vicepresidente Boschi all’interno della Commissione consiliare informale citata da Bankitalia, che i giornali qualificano come Comitato ombra”. Lo dice il consigliere laico del Csm Pierantonio Zanettin, evidenziando come il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, titolare delle inchieste su Banca Etruria, nella sua audizione davanti a Palazzo dei marescialli, abbia invece “smentito in modo netto” la presenza del papà del ministro per le Riforme nell’organismo che secondo gli ispettori di Palazzo Koch prendeva le decisioni più importanti senza informare il Cda e senza formalizzazioni. zanettin pierantonioQuesta contraddizione è una delle ragioni per le quali il consigliere laico di Forza Italia si appresta a votare contro l’ipotesi di archiviazione del fascicolo aperto dalla Prima Commissione sul magistrato per verificare se vi sia un’incompatibilità tra il suo ruolo di procuratore sulle inchiesta su Banca Etruria e un incarico di consulenza svolto per il governo sino alla fine dell’anno scorso. Rossi è stato ascoltato il 28 dicembre e per l’11 gennaio la Commissione contava di approvare la decisione finale. Decisione che però è slittata e che forse potrebbe essere presa lunedì prossimo. Uno slittamento che lascia perplesso Zanettin: “Le carte le ho lette durante le vacanze di Natale; ero pronto da lunedì a discutere. Sembrava che ci fosse la necessità di chiudere il caso, invece forse non è così”. “Non c’è un problema politico, io non forzo, né rallento nulla” replica il presidente della prima commissione Balduzzi, ribadendo che il rinvio della discussione e del voto è dipeso “dalla richiesta di alcuni consiglieri di aver più tempo per leggere le carte”. (ANSA)