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È entrato nell'aula della Vela del tribunale di Arezzo camminando con le stampelle ed ha deciso di non essere ripreso dalle telecamere. È teso il volto di padre Graziano, non più sereno e sorridente come nell'udienza precedente. Il religioso, seduto in prima fila al fianco dei suoi legali, si è mostrato particolarmente interessato alle risposte dei primi sette testimoni chiamati dal pm Marco Dioni, in silenzio ma con estrema attenzione ha ascoltato tutto il dibattimento. Il primo ad essere sentito è stato Benito Alessandrini, suocero della 50enne scomparsa da Ca' Raffaello il primo maggio 2014. L'uomo ha risposto alle domande del pm ed al contro esame dei legali delle parti civile ed infine dei difensori di padre Graziano. Benito ha così ricostruito le giornate precedenti e successive al giorno della scomparsa. Incalzato dalle domande del pm l'uomo ha ripercorso i mesi trascorsi da Guerrina, Il marito Mirco Alessandrini ed il figlio a Nova Feltria, a casa delle sorelle della donna in seguito ad un intervento chirurgico a cui era stata sottoposta nel dicembre 2013 Guerrina, la giornata del primo maggio, le ore concitate successive alla scomparsa, il rapporto tra il figlio Mirco e la moglie ed infine il rapporto tra la famiglia Alessandrini ed i frati congolesi che si trovavano a Ca' Raffaello all'epoca della scomparsa, soprattutto quello con padre Graziano, definito dallo stesso Benito come "uno di famiglia". Nel corso dell'audizione si è parlato anche dell'sms ricevuto sul telefono della moglie il 13 maggio 2014, un messaggio partito dal cellulare di Guerrina, con su scritto "Mirco mi stanca, dopo vengo a prendere Lorenzo". Un sms inviato il 2 maggio ma letto solamente il 13 maggio.
È stata invece la difesa del religioso congolese a chiedere a Benito Alessandrini chiarimenti circa la macchia di sangue di "Ignoto C"' rinvenuta dai Ris nel garage della casa di Guerrina, la chiave lasciata dalla donna scomparsa nella toppa della serratura di una porta secondaria della propria abitazione il primo maggio 2014 ed infine la relazione tra Mirco Alessandrini e una giovane donna romena, a cui l'uomo avrebbe inviato del denaro.
La seconda testimone chiamata dal pm Marco Dioni è la suocera di Guerrina Piscaglia, Giovanna Cremonini. La donna è al momento l'amministratore di sostegno del figlio della 50enne scomparsa, Lorenzo Alessandrini.
Alla donna sono stati richiesti alcuni chiarimenti riguardo al rapporto tra Guerrina ed il figlio Lorenzo e quello tra i due coniugi Alessandrini. La donna ha parlato anche dei problemi di alcolismo del figlio e delle cure a cui si é sottoposto. Anche alla suocera poi è stato richiesto di ripercorrere la giornata del primo maggio 2014, con particolare attenzione ai momenti successivi alla scomparsa ed alle prime ricerche della donna fatte dai familiari.



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