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Siamo giunti alla 63esima edizione del Polifonico. Si tratta di una delle più importanti manifestazioni internazionali di musica corale per la quale Arezzo è riconosciuta e rispettata nel mondo. Sappiamola amare e tutelare. Chiunque vi si avvicini abbia la consapevolezza delle difficoltà organizzative ed artistiche che occorre superare per mantenere in vita una manifestazione di tanto prestigio. Sono certo macriche la Fondazione Guido d'Arezzo saprà trovare - come nel passato anche nel futuro - le necessarie risorse e professionalità. Confido parimenti che l'Amministrazione Comunale comprenda la delicatezza del proprio ruolo di effettivo unico socio fondatore della manifestazione. Sull'Amministrazione Comunale incombono tutte le responsabilità per la salvaguardia del patrimonio artistico della Fondazione. Il Ministero - come è a tutti noto - ha sospeso ogni forma di sostegno e di erogazione fondi alla musica corale nazionale. Esprimiamo insoddisfazione e sdegno per tale taglio indiscriminato. Dobbiamo pretendere che gli organismi governativi competenti esercitino le proprie funzioni scegliendo secondo merito e capacità e non con tagli lineari abolendo così interi settori di attività musicale ed artistica. In tutta Italia i cori protesteranno esibendosi con una fascia nera al braccio. Noi aretini dovremmo in tal senso esprimere la nostra preoccupazione ed il nostro risentimento. Propongo che il Comune di Arezzo - Ufficio Cultura e la Fondazione mettano a disposizione per le serate del Polifonico un numero sufficiente di fasce nere da consegnare agli spettatori ed ai cittadini che intendono manifestare la loro solidarietà.