Passa in Consiglio il regolamento per il decoro del centro storico, Confcommercio applaude VIDEO
L’articolo 3 disciplina le attività economiche e i settori merceologici che da ora non saranno più consentiti all’interno delle mura cittadine: si va dagli articoli per l’imballaggio industriale al gas in bombole e simili, dalla vendita con apparecchi automatici ai money change/transfer, i phone center, gli internet point; dai compro oro alle sale giochi e centri scommesse anche in forma accessoria rispetto ad altra attività principale. Nella zona 1 non saranno consentiti market e minimarket; le officine meccaniche di riparazione auto e moto, carrozzerie ed elettrauto; sale da ballo, discoteche e night club; sexy shop o attività che di vendita di materiale erotico o pornografico. Ovviamente l’apertura di uno di questi esercizi o negozi sarà sanzionata pecuniariamente con conseguente chiusura immediata. L’intero regolamento sarà consultabile nel sito del Comune di Arezzo.
Con l’articolo 4 si disciplinano le attività consentite che dovranno rispettare alcune prescrizioni come, ad esempio, i fast-food o self-service che dovranno proporre prodotti del territorio e a filiera corta o, in alternativa, dovranno avere una superficie utile netta non inferiore a 100 metri quadrati e con un bagno per la clientela accessibile anche ai diversamente abili; stessa prescrizione per gli esercizi di vicinato; le attività artigianali alimentari dovranno proporre i prodotti tipici della tradizione italiana; particolare attenzione è stata riposta per quanto attiene la vendita di prodotti alcoolici.
Minori prescrizioni nella zona 2 dove potranno trovare spazio market e minimarket purché con superficie di almeno 40 metri quadrati e dove siano posti in vendita prevalentemente prodotti italiani delle seguenti tipologie: frutta fresca, verdura fresca, prodotti da forno, latticini, carne, pesce.
Le attività a oggi esistenti, indipendentemente dalla continuità della gestione, non avranno le prescrizioni previste; tuttavia non potranno essere ampliate se non per comprovati motivi di sicurezza o igiene. Market e minimarket avranno tre mesi di tempo per integrare quanto già in vendita con prodotti italiani di frutta e verdura fresca, prodotti da forno, latticini, carne, pesce.
“Oltre a un miglioramento qualitativo delle nuove attività commerciali e in linea con le nostre tradizioni - specifica Comanducci - abbiamo lavorato per migliorare il decoro e l’immagine generale della città; l’allestimento delle vetrine e la complessiva immagine dell’esercizio commerciale dovranno essere conformi alle disposizioni del regolamento edilizio e del regolamento di polizia urbana mentre le insegne dovranno essere espresse esclusivamente in lingua italiana o inglese. I prodotti alimentari esposti per la vendita all’interno del locale dovranno essere collocati esclusivamente su appositi scaffali e non disposti direttamente a terra o stoccati in vetrina”. E ancora sul decoro urbano, una serie di semplici norme per quanto riguarda i rifiuti e la pulizia degli spazi antistanti agli esercizi commerciali: dai contenitori per i rifiuti previsti per le attività di somministrazione ai posacenere, dalla pulizia delle saracinesche all’efficienza dei servizi igienici, dalla manutenzione delle insegne agli accorgimenti da adottare per contenere i disagi per i residenti in particolare nelle ore notturne. I proprietari dei fondi sfitti dovranno mantenere costantemente puliti i locali e oscurare le vetrine; su questo punto il Comune sta pensando a un progetto di vetrofanie con immagini della città.
Al fine di valorizzare le tradizioni da ora sarà resa possibile all’esterno degli esercizi commerciali, previa richiesta di apposita concessione di suolo pubblico, l’esposizione di opere di pittura, scultura e grafica, piante e fiori, oggetti di antiquariato e di artigianato artistico. Gli esercenti di attività ricettive extra-alberghiere dovranno collocare, all’interno del vano della porta di ingresso e a lato della stessa, una targhetta indicante i dati relativi all’attività esercitata.
In generale, tutti gli edifici e manufatti del centro storico e delle vie prospicienti le mura cittadine dovranno presentare un aspetto decoroso e caratteri estetici appropriati. Pertanto i proprietari dovranno provvedere alla manutenzione delle decorazioni, finiture, elementi di facciata, infissi, ringhiere e di ogni altro manufatto esterno. È fatto altresì obbligo, a tutti i proprietari di immobili, di installare elementi dissuasori laddove sia presente uno stazionamento di piccioni o altri volatili.
Nel centro storico, su suolo pubblico o privato, potranno essere effettuati esclusivamente eventi e manifestazioni per le quali l’amministrazione comunale abbia concesso il patrocinio, riconoscendone la rilevanza in termini di positiva ricaduta sul territorio. Gli allestimenti non dovranno interferire con le attività già esistenti od ostruire l’accesso a beni artistici e culturali. È vietato il posizionamento di striscioni, banner e altri oggetti pubblicitari direttamente nei palazzi, monumenti e in genere nei beni architettonici. La Giunta può derogare a tale divieto per eventi di particolare interesse culturale e turistico.
“Superato un iniziale momento di confusione che reputo inevitabile - conclude l’assessore Comanducci - a lungo termine i benefici per la città saranno evidenti. Un particolare ringraziamento va alle associazioni di categoria e ai consiglieri comunali per la collaborazione alla stesura di questo regolamento che sono convinto diventerà un riferimento a livello nazionale e che sarà funzionale, oltre che alle ambizioni turistiche della città, anche al miglioramento della qualità di vita dei residenti”.
Federico Scapecchi: “è un regolamento che va nella direzione di decisioni prese già in altre città. È tutto fuorché un regolamento anti-kebab. Semplicemente si dice che il centro storico, in quanto tale, è vocato alle sue attività tradizionali. Voteremo convinti questo regolamento”.
Alessandro Caneschi: “la tutela del centro storico doveva essere un discorso molto più ampio e comprendere più elementi. Dalla lettura del regolamento, nell’articolo sui fastfood, mi sembra di capire che non si tiri molto alla qualità ma alla superficie dei locali. Nel centro storico non potranno essere fatte iniziative di tipo musicale? Inoltre, è troppo forte disciplinare che tutte le manifestazioni che vengono fatte nel centro storico devono avere il patrocinio del Comune. Questo regolamento predilige la tipicità ma c’è un’evidente mancanza di sincronia con il mercato internazionale o il mercato tirolese ”.
L'assessore Marcello Comanducci: “questo regolamento probabilmente avrà bisogno di essere perfezionato in futuro, prima però dovremo capire quali sono le ricadute reali. Per quanto riguarda il livello di rumore viene rafforzato solo quello che c'è già per legge. Sul patrocinio ritengo che le manifestazioni che non lo hanno non siano tanto di alto livello da essere svolte in centro storico. Abbiamo già cominciato a promuovere i prodotti tipici, nell'ambito dei mercatini di Natale chi ha provato a farli con prodotti locali non ha avuto lo stesso successo di Arezzo”.
Luciano Ralli: “quello che la storia ha lasciato alla città credo che meriti questo regolamento. Qualcosa avremmo fatto diversamente, il nostro sarà un voto di astensione”.
Giovanni Bonacci: “volevo ringraziare l'assessore Comanducci e gli uffici anche per avere coinvolto i consiglieri e le associazioni di categoria”.
Il regolamento è stato approvato con 19 voti favorevoli.
CONFCOMMERCIO APPLAUDE
“È un regolamento atteso e necessario per tutelare il centro storico, anche nell’ottica di uno sviluppo turistico che per la nostra città sembra ormai sempre di più alle porte. Farà bene sia al mercato, che ha bisogno di stabilità e certezze, sia all’identità della nostra città”. Il direttore della Confcommercio Toscana Franco Marinoni commenta così il nuovo regolamento appena approvato dall’Amministrazione Comunale, che normerà anche le nuove aperture di negozi e pubblici esercizi in centro storico.
“Per noi, sia chiaro, non esistono differenze etniche: che si venda kebab o tranci di pizza, la questione in gioco è sempre stata un’altra”, sottolinea Franco Marinoni, “la liberalizzazione delle licenze ha messo sul mercato imprenditori non sempre adeguati e capaci; ora servono regole e paletti per tutelare immagine e identità del centro storico, ma anche le imprese serie e meritevoli, che creano occupazione e ricchezza e che in questi anni hanno rischiato di soccombere sotto l’onda lunga delle nuove aperture indiscriminate”.
“La Giunta Ghinelli, e in particolare l’assessore Marcello Comanducci, ha quindi avuto il coraggio di mettere mano ad un argomento in sospeso da tempo”, sottolinea il direttore di Confcommercio Toscana, “forse, proprio per l’importanza che il regolamento riveste, il testo meritava di essere discusso un po’ più a lungo con le categorie economiche. Ma questa accelerata potrebbe far bene, ci sarà tempo per apportare eventuali modifiche e miglioramenti”.
“Noi avremmo fatto una proposta ancora più di rottura: una vera e propria moratoria nell’apertura degli esercizi di somministrazione, tale da imprimere uno stop – temporaneo – al proliferare indiscriminato di attività nel settore. Sarebbe stato utile a far decantare le cose, a consolidare le imprese esistenti in attesa dei nuovi orientamenti del mercato. Ma comprendiamo che per l’Amministrazione poteva essere un passo troppo vincolante e autoritario da fare”.
Positivo, secondo la Confcommercio, che siano stati individuati criteri oggettivi, non interpretabili, per autorizzare le nuove aperture: “la superficie minima del locale, per esempio. Finora si poteva aprire un bar anche con metrature irrisorie. Poi non c’è da stupirsi se il “core business” di certi locali sia legato solo alla vendita di alcolici...”, prosegue il direttore generale dell’associazione di categoria toscana.
A proposito di alcol, è ormai scaduta l’ordinanza comunale sulla somministrazione e vendita di alcolici e resta l’incognita se sarà o no prorogata nelle stesse forme. “Gli imprenditori hanno bisogno di programmare bene l’attività del periodo festivo. Al proposito, auspichiamo anche che l’Amministrazione metta in campo una rete efficace di controlli per verificare l’esistenza di feste danzanti e cene abusive, una vera piaga negli ultimi anni. È lì che il consumo di alcol avviene davvero senza regole, non certo nei locali e bar autorizzati”.
Il nuovo regolamento normerà anche la gestione di fondi sfitti e insegne: “Confcommercio ha fatto a suo tempo la proposta di decorare con immagini significative le vetrine dei negozi cessati, per esempio. Piccole “incursioni” d’arte e di fotografia che, a giudicare dal successo del fuori-mostra di Maria Mulas a Saione, sponsorizzato dal nostro gruppo Terziario Donna, potrebbero funzionare. Se non altro, si eviterebbe quella sensazione di degrado, o di pugno sullo stomaco, che si ha sempre di fronte ad una saracinesca abbassata in pieno centro”, conclude Franco Marinoni.