In un mese il 117% in più di contagi tra gli operatori sanitari, ma la terza dose frena i rischi.
L'allarme è stato lanciato dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche.
In un solo mese gli operatori sanitari positivi sono aumentato del 117% e di questi l’82% sono infermieri.
“Non si può lasciare l’assistenza al caso – sottolinea la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) - e se già prima della pandemia la carenza di infermieri era di oltre 60mila unità, con la pandemia si è evidenziato un fabbisogno dei nostri professionisti che importanti centri di ricerca, Università e la stessa Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari, quantificano da quasi 80mila a oltre 100mila”.
“Nella manovra di Bilancio però – incalza FNOPI - gli infermieri non compaiono e nessuno si sta curando di dare soluzione nel breve termine a un’assenza determinante non solo per i pazienti Covid che proprio per le nuove caratteristiche del contagio possono essere in gran parte assistiti a domicilio, ma anche per i non-Covid che devono necessariamente essere assistiti a casa e che non trovavano già prima gli infermieri necessari a farlo e ora vedono solo un netto peggioramento della loro condizione. E’ ora di sganciarsi dai vecchi modelli – continua FNOPI - su cui nessuno più a livello internazionale fa conto e di aprire davvero una stagione di riforme che veda una programmazione della formazione infermieristica in grado a medio e lungo termine di coprire le carenze evidenti e lo faccia con la qualità necessaria di infermieri specializzati e formati da docenti che siano della stessa professione”.
