Dalla Campania alla Puglia, arrivando fino in Sicilia e poi su di nuovo in Toscana con l'ottava rima.
Il concerto l’autismo ospitato dall'Anfiteatro romano di Arezzo è stato un vero viaggio musicale.
“Concerto italiano” il titolo di un mosaico mediterraneo di stili, generi, tradizioni, autori dalla leggera al jazz, dalla lirica alla popolare. Lo spettacolo ha visto lavorare insieme Comune di Arezzo, Fondazione Guido d’Arezzo, Direzione regionale Musei della Toscana, Spazio Seme.
Un evento che è servito a sostenere le tante attività create a sostegno delle oltre cento famiglie della provincia con figli autistici che fanno parte dell’associazione ma anche le oltre duemila persone autistiche o con disabilità intellettiva che vivono in provincia.
“Persone uniche e speciali, ma troppo spesso - come ha ricordato il presidente di Arezzo Autismo Andrea Laurenzi- emarginati e considerati solo per le loro mancanze e non per il contributo straordinario che potrebbero dare alla comunità.
Il concerto è stato quindi un modo, grazie ai brani recitati da Marco botti, per raggiungere migliaia di concittadini che non ci conoscevano, che non sanno cos'è l’autismo".
