Chiuse le indagini per cinque componenti della famiglia Moretti, noti imprenditori nel settore del vino e della moda, finiti al centro di un'inchiesta della Guardia di Finanza per autoriciclaggio.
Nell’atto firmato dal pm Marco Dioni all’accusa iniziale si aggiunge quella di bancarotta fraudolenta e sono contestati anche vari reati fiscali.
In una ventina di pagine dell'avviso di conclusione indagine si sintetizza la lunga e complessa indagine, che nel novembre 2018 aveva portato al blitz della Guardia di Finanza.
Le Fiamme Gialle in questo anno e mezzo hanno continuato ad approfondire le carte e con gli avvisi di chiusura indagini la procura ha delineato nuove accuse nei confronti di amministratori e prestanome.
Al patron del gruppo, Antonio Moretti, ai figli Andrea, Alberto e Monica, alla sorella Giovanna e agli stretti collaboratori Marcello Innocenti e Paolo Farsetti è contestato il reato di associazione a delinquere.
Altri reati contestati sono autoriciclaggio, appropriazione indebita e bancarotta
Spunta adesso anche un nuovo indagato, un sommelier accusato di aver emesso una fattura falsa da 20 mila euro in favore di una società di Moretti.
Adesso i legali avranno 20 giorni di tempo entro i quali presentare le memorie difensive.
