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Sei Toscana. Ancora caos, l'ad Mairaghi: "azienda torni a maggioranza pubblica" Sei Toscana. Ancora caos, l'ad Mairaghi: "azienda torni a maggioranza pubblica" Sei Toscana. Ancora caos, l'ad Mairaghi:

“Sei Toscana torni a maggioranza pubblica.”

Lo afferma Marco Mairaghi, amministratore delegato dell'azienda gestore unico dei rifiuti dell’Ato Toscana sud. Ato di cui il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli è presidente.

L'ultima bufera è di pochi giorni fa. Il presidente Roberto Paolini si è dimesso.

Non avrebbe mai avuto voce in capitolo nella gestione di Sei Toscana. E come lui, scrive il quotidiano “La Nazione” di Arezzo, nemmeno il socio pubblico e i 105 Comuni fra Siena, Arezzo e Grosseto che pagano 150 milioni di euro l’anno a una società privata per raccogliere e smaltire i rifiuti.

Insomma dalla gara, con cui Sei Toscana si è aggiudicata la gestione, finita sotto inchiesta a una società che doveva essere a maggioranza pubblica e che è invece privata, sembra che tutto vada al rovescio. Da ricordare che nel frattempo, su richiesta dell'Autorità nazionale anticorruzione, Sei Toscana è stata commissariata.

Il prossimo 29 di giugno il bilancio sarà portato all'approvazione dei soci.

Sienambiente partecipata dai Comuni senesi che detiene ha 24,50%, le due aretine Csai di Terranuova Bracciolini con il 16,8% e Aisa con il 6,8%, Coseca di Grosseto con lo 0,04% e la fetta più grande è di Sta spa, società privata con il 26,8% di quote che esprime ben 5 dei sette membri del Cda, più l’ad Mairaghi.

Proprio lui nelle ultime ore con un comunicato ufficiale invoca il ritorno in mano pubblica della società.

“Ho fatto il sindaco per dieci anni – sottolinea Mairaghi in una nota – e so perfettamente che la raccolta dei rifiuti urbani deve essere controllata dai comuni, perché quando un sindaco non è in grado di rispondere ai cittadini della gestione di un servizio così capillare che interessa ogni famiglia del suo territorio, poi tutto diventa più complicato e sicuramente non funziona”.

“Entro l’estate Sei Toscana – conclude Mairaghi - dovrà fare un nuovo aumento di capitale da 18 milioni di euro e per questo invito i soci pubblici, ossia Siena Ambiente e le due aretina Csai e Aisa a lavorare insieme per recuperare la maggioranza della società di cui sono amministratore”.