I paesaggi di Arezzo inconfondibili nell'arte
Il presente ciclo di conferenze costituisce la seconda parte di quello organizzato nell’autunno 2014, volto a delineare il quadro storico-ambientale aretino per aree geografiche (capoluogo provinciale, Casentino, Valdarno, Valdichiana, Valtiberina). Il nuovo ciclo, anch’esso curato da Leonardo Rombai e Camillo Berti dell’Università di Firenze, Dipartimento di Geografia, ha mirato ad approfondire alcune componenti del paesaggio (viabilità, fortificazioni, corsi d’acqua) e le attività che lo influenzano (allevamento del bestiame, molitura) e ad analizzare le rappresentazioni del paesaggio aretino nell’arte e nella cartografia storica.
Arezzo presenta una fisionomia inconfondibile, dal momento che il suo sviluppo è partito da un colle, storicamente celebre, poi enfatizzato dal campanile del Duomo. Arezzo vanta una ricca serie di vedute e di immagini, attraverso le quali si può ripercorrerne la storia, dal medioevo ad oggi. La città ha costituito uno snodo viario importante e come tale è stata molto frequentata dai viaggiatori. Di Arezzo ha parlato fra gli altri san Bonaventura a proposito di san Francesco e della “cacciata dei diavoli”, immortalandone così, attraverso Giotto e Benozzo Gozzoli, la veduta con le mura e il Duomo Vecchio di Pionta. Molte le vedute ‘nascoste’ oppure devozionali oppure semplicemente turistiche. Arezzo è anche oggetto di paesaggi, di interni e di scorci.
Liletta Fornasari, aretina, storico e critico d’arte, ha condotto numerose ricerche su vari aspetti della storia dell’arte (pittura e arti minori) nel territorio aretino dal Rinascimento all’epoca contemporanea. Si ricordano in particolare i volumi su Salvi Castellucci, Pietro Benvenuti, Bernardino Santini e Giorgio Vasari. Ha curato la collana in otto volumi “Arte in terra d’Arezzo”. Ha inoltre curato – insieme ad altri – diverse mostre in territorio toscano (tra cui una a Palazzo Pitti su Pietro Benvenuti). Svolge con continuità attività didattica, anche in ambito universitario, ed è stata primo rettore della Fraternita dei Laici dal 2009 al 2015, riportando l’antica istituzione nella storica sede di Piazza Grande. È direttore del Centro di studi storico-artistici di Arezzo.
La conferenza conclusiva del ciclo è in programma il 22 marzo quando Anna Guarducci e Leonardo Rombai parleranno della rappresentazione del paesaggio nella cartografia storica. Come di consueto, tutti gli incontri sono ad ingresso libero, con dibattito finale aperto a tutti.