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Anche in questo 8 marzo, ci sarà la corsa a raccontare le molteplici storie dell’universo femminile.
I drammi, le gioie, le passioni, le speranze, le conquiste e le sconfitte, ma anche le vittorie e le angosce. Questo caleidoscopio di emozioni, situazioni e sentimenti la FIRST CISL di Arezzo lo vuol raccontare attraverso l’impegno di una donna/sindacalista che è anche mamma e lavoratrice e che, la notte del 13 dicembre 2013, così come quella del 22 novembre 2015, non le dimenticherà assieme a tante colleghe e a tante altre donne di questo territorio, In un colpo si sono cancellati progetti, azzerati risparmi di una vita.
Elisa Artusio, impiegata in Banca Etruria, è una donna che nell’Istituto bancario aretino anche oggi, nonostante siano fortemente mutate le condizioni, continua a svolgere il suo ruolo di sindacalista con piglio e grande dovere. Quando ho deciso di impegnarmi nel sindacato, racconta, l'ho fatto con convinzione perché spendersi in prima persona per conquistare diritti nei luoghi di lavoro, nel mio caso la banca, è necessario per garantire un clima sereno indispensabile per svolgere al meglio la professione.
Ricordo quanto ci siamo battute perché anche nel settore bancario si affermasse la parità di genere, la definitiva cancellazione delle diseguaglianze, migliorasse la fruibilità dei congedi parentali ecc.. E se un tempo la professione del bancario si declinava quasi esclusivamente al maschile oggi la situazione è mutata. I numeri ci dicono che le donne stanno sorpassando i colleghi uomini. Una conquista certo, ma questo vantaggio porta con se un prezzo pesante specialmente per chi ha famiglia: coniugare la legittima aspirazione ad affermarsi professionalmente con la naturale propensione ad occuparsi della propria famiglia non è per niente banale e facile.
In questi ultimi mesi le note vicende che hanno interessato la Banca mi hanno vista ancora più impegnata perché sento su di me la responsabilità di chi mi ha delegato nella rappresentanza. Non so immaginare quale futuro ci aspetti, ma oggi raccolgo le tante preoccupazioni di colleghe, soprattutto giovani, che vedono la loro situazione lavorativa piena di incognite. E raccolgo anche la delusione di chi in questa storia, come cliente della banca, ha visto i propri risparmi azzerarsi per decreto.
L’8 marzo del 2016 sarà un giorno carico di angosce, ma questo non significa che mi farà abbassare la guardia, anzì sarà un momento per ribadire che le donne anche in Banca combattono per altre donne per i propri diritti e per un mondo migliore.