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Sala gremita, gente arrabbiata e alla fine la consapevolezza che il punto nascita non si salverà. Proteste o non proteste, dal primo di giugno le donne del Casentino dovranno partorire al San Donato di Arezzo che esse arrivino da Subbiano o da Pratovecchio.
La rabbia scoppiata all'interno del centro sociale di Bibbiena, dove il sindaco Daniele Bernardini aveva convocato un incontro pubblico con la cittadinanza, era principalmente dovuta al fatto che questo confronto fosse arrivato dopo la firma definitiva del patto territoriale sottoscritto da tutti i sindaci della vallata.

Al tavolo dei relatori il sindaco ed i medici, tra cui il primario di chirurgia del nosocomio bibbienese, Andrea Rinnovati che dopo aver lasciato la sala in seguito ad un accesissimo confronto con i cittadini ha elencato ai nostri microfoni tutti i numeri della chirurgia bibbienese ribandendo che l'ospedale "è un ospedale che funziona e che risponde al 75% delle esigenze chirurgiche della popolazione casentinese".
Valerio Bobini, presidente del Crest, ha invece annunciato ai nostri microfoni la possibilità di presentare un esposto.
E' stato poi Massimo Mandò
, direttore del dipartimento di emergenza e urgenza e 118, a rassicurare che il servizio sarà implementato e che i soccorritori sanno già cosa fare in caso di parto d'emergenza.A Bibbiena, ha spiegato la dottoressa Daniela Mazzetti ginecologa, rimarranno tutti i servizi del percorso nascita prima e dopo il parto con una novità, la possibilità di effettuare il Duo test.