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L’inaspettata difesa della famiglia Boschi da parte del vescovo di Arezzo è quanto meno discutibile. Dov’è il linciaggio della ministra Maria Elena o di papà Pierluigi?
Le cronache registrano una manifestazione, legittima e autorizzata, dove vari risparmiatori hanno espresso il loro disappunto per essere stati derubati. Dinanzi alla bella tenuta di Laterina non abbiamo riscontrato danni, violenze, lanci di pomodori o altri atteggiamenti che potessero prefigurare un linciaggio, per l’appunto. Purtroppo sono altri i cappi al collo nella vicenda Banca Etruria: quelli che l’istituto di credito ha stretto attorno a risparmiatori e cittadini.
Facciamo notare al vescovo, che usa parole come ‘forte cultura della legge e della legalità nel dna della chiesa’, che lo Stato moderno ha lo stesso codice genetico, anzi lo ha maturato molto prima. E questa cultura della legalità, lo diciamo da credenti, le istituzioni laiche la esprimono attraverso le leggi, il rispetto delle stesse e l’intervento della giurisprudenza nei casi in cui ci siano dei consociati che le violano.
Dunque, adesso che dobbiamo attendere i riscontri delle inchieste penali, le istanze civili di risarcimento e le sentenze, crediamo che compito della politica, intesa in senso ampio, e di tutti i soggetti che la fanno, sottolineiamo tutti, sia quello di stare dalla parte dei truffati, le anime deboli della vicenda, a difesa delle quali la Chiesa deve prendere posizioni chiare e nette, evitando ogni ecumenicocerchiobottismo.