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Insegna all’università, e dunque è sempre in mezzo ai ragazzi nell’età precisa di massima esposizione al batterio della meningite. Insegna all’università a Firenze, una delle aree dove si registra l’espansione massima dei contagi da meningococco di tipo C. «Si vaccini, professore, per carità», gli si sono raccomandati. E lui, il professor Maurizio D’Ettore, si è dato da fare.
Primo: trovare il numero. Fatto, sceglie Montevarchi allo 055.9106353 dell’ufficio vaccinazioni ospedale del Valdarno, dove è residente. Secondo: beccare l’orario. Fatto, non senza quel po’ d’attenzione perché è attivo solo dalle 13.30 alle 14.30. Terzo: beccare la linea libera. Fatto: ci riesce in zona Cesarini verso le 14.25. Quarto: farsi fissare un appuntamento. Fatto ma: è il 30 giugno!
«No, via», scuote il capo il prof che ad Arezzo è coordinatore provinciale di Forza Italia. «Io non voglio fare polemiche personali – prosegue con una pacatezza che mette paura – perché io provvederò per me in altro modo. Ma chi non può? Si fanno gli appelli a vaccinarsi, e poi non ci si può vaccinare. E’ assurdo. Mi trovo a dover dare ragione a quanto espresso dal capogruppo in Regione Stefano Mugnai nelle interrogazioni e nella mozione presentati in Consiglio. C’è qualcosa da rivedere. Per forza. Non può essere normale così».