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Padre Graziano lascerà il carcere, è stato infatti trovato il braccialetto elettronico a cui il Tribunale del Riesame di Firenze ha subordinato gli arresti domiciliari. Sarà disponibile da lunedì primo febbraio e quindi già all'inizio della prossima settimana il religioso potrà lasciare la casa circondariale aretina per essere trasferito nel convento dei Premostratensi di Roma dove proseguirà la custodia cautelare alternativa.
Lo ha comunicato la questura di Roma ai difensori del sacerdote e alla Corte di Assise di Arezzo , a renderlo noto il presidente della Corte Silverio Tafuro, nel corso dell'udienza del processo a carico di padre Graziano, accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia.
Al centro dell'udienza la ricostruzione del primo maggio, giorno in cui la casalinga di Ca' Raffaello scomparì nel nulla, ed il rapporto tra la 50enne ed il frate congolese. E' stata l'edicolante ed amica di Guerrina Mirella Paolucci parlare dell'infatuazione della donna per il frate, un sentimento, stando alla sua ricostruzione,che si era già acceso alla fine del 2013. La Paolucci avrebbe infatti riportato le confessioni fattele da Guerrina. Ed è sempre Mirella a riportare un dialogo con il religioso congolese che potrebbe assumere adesso una rilevanza del tutto inedita. Dopo la scomparsa il frate le avrebbe detto che Guerrina non sarebbe più tornata e che forse ne avremo sentito riparlare tra 30 o addirittura 40 anni.
E' stato poi ascoltato il maresciallo Pietro Rizzo, comandante della stazione di Badia Tedalda, a cui fu presentata la denuncia di scomparsa della donna e che si occupò inizialmente delle ricerche. La scomparsa di Guerrina in un primo momento fu dipinta come una fuga volontaria. Inizialmente, ha spiegato il maresciallo Rizzo, l'allontanamento fu ricondotto all'ambulante marocchino, come avrebbe suggerito il marito che lo avrebbe poi rinviato a padre Graziano per la conferma. Ed è a questo punto che inizio a farsi strada l'ipotesi di una fuga a bordo di una Twingo gialla.
E' stata poi ascoltata Loretta Paolucci, la paesana di Ca' Raffaello che avrebbe fissato l'orario. La donna nel corso dell'interrogatorio ha confermato di aver incontrato il frate congolese intorno alle 14,30 del primo maggio 2014, nei pressi della canonica. Per la difesa di padre questa testimonianza potrebbe ribaltare i tempi dell'omicidio ricostruiti dall’accusa.