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Una lettera spedita dal carcere di Arezzo e diretta al ministro della giustizia Orlando. Il mittente è padre Graziano, ancora detenuto nella casa circondariale aretina di San Benedetto. Le porte del carcere rimangono infatti sbarrate per il frate congolese - accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia - ad un mese dalla decisione del Tribunale del Riesame di Firenze, che ha concesso al religioso gli arresti domiciliari, subordinandoli però al braccialetto elettronico, ancora ad oggi indisponibile.
Intanto in vista della prossima udienza del processo in corte d'Assise a padre Graziano, fissata per il 28 gennaio, il legale del religioso, Riziero Angeletti, ha fatto visita in carcere al suo assistito, per iniziare così a preparare il dibattimento. Testimone chiave della prossima udienza il maresciallo dei carabinieri Rizzo.