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Un'azione di responsabilità contro gli ex manager e consiglieri della vecchia Banca Etruria, una richiesta danni da centinaia di milioni di euro. A questo starebbe lavorando il commissario liquidatore, l'avvocato Giuseppe Santoni, nominato per la gestione finale dell’amministrazione coatta della vecchia Popolare dell’Etruria e Del Lazio in seguito al decreto Salva-banche ed affiancato dal comitato di sorveglianza composto da Antonio Pironti, Toni Atrigna e Andrea Guaccero.
Si parla di richieste da centinaia di milioni di euro, potrebbero infatti essere superiori a 200 milioni ed addirittura forse vicine ai 300 milioni, da presentare quanto prima secondo le notizie diramate dal Corriere della Sera. 
Mancherebbero però ancora due passaggi fondamentali per arrivare alla presentazione delle carte in tribunale: l’individuazione da parte di un perito nominato dalla procedura di operazioni contestabili, per presunti conflitti di interesse tra consiglieri e coloro che hanno ricevuto finanziamenti, per prestiti facili ed operazioni fuori controllo come evidenziato nelle ispezioni della Banca d’Italia. La parola poi passerà a Bankitalia, che dovrà dare il via libera all’azione. Sarà necessaria all'operazione anche l’individuazione dei soggetti contro cui promuovere la causa.
Rimangono però ancora molti interrogativi sulla questione risarcimenti e soprattutto sui destinatari dei capitali recuperati, trattandosi del primo caso del genere in Europa, anche se lo stesso Nicastro, che si è detto pronto a costituirsi parte civile in un processo, ha auspicato che tutti i fondi recuperati siano utilizzati a beneficio dei risparmiatori.