Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Ha trascorso il Natale in carcere padre Graziano, ancora in attesa del braccialetto elettronico per poter essere così trasferito nel convento romano dell'ordine premostratense. Ma tramite i suoi legali si è comunque detto sereno, nonostante la detenzione forzata a causa dell'indisponibilità del dispositivo elettronico, a cui il Riesame ha subordinato i domiciliari.
L'avvocato del frate congolese, Riziero Angeletti, ed il consulente della difesa, Sergio Novani, hanno fatto oggi visita in carcere al religioso, in vista della prossima udienza del processo, fissata per l'otto gennaio. Padre Graziano è accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia, della soppressione o della distruzione del suo cadavere.
Nel corso della prossima udienza saranno ascoltati i primi testimoni chiamati dal pm Marco Dioni, tra cui i genitori ed il fratello di Mirco Alessandrini, marito della 50enne scomparsa. Secondo la difesa di padre Graziano potrebbero essere proprio i familiari dell'uomo a confermare la volontà della casalinga di Ca' Raffaello di allontanarsi da casa, un sospetto, sempre secondo i legali di padre Graziano, sino ad adesso trascurato. La difesa sottolinea anche come nel corso delle indagini sarebbero state escluse a priori molte strade.
Padre Graziano, sempre tramite i suoi legali, si augura comunque che in sede di processo venga detta tutta la verità.
La difesa intanto la prossima settimana presenterà nuovamente un'istanza alla Corte d'Assise, richiedendo per il frate gli arresti domiciliari anche senza braccialetto elettronico.