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Arresti domiciliari nel convento premostratense di Roma, anche senza braccialetto elettronico. E' questo il contenuto dell'istanza presentata dalla difesa di padre Graziano alla Corte d'Assise, che deciderà martedì 15 dicembre. I legali del frate chiedono infatti che sia eseguita l'ordinanza del tribunale del Riesame del 3 dicembre scorso, che dispone l'uscita dal carcere di Arezzo per il religioso, richiedendo che in caso di indisponibilità del braccialetto elettronico venga adottata una diversa modalità di controllo. Le porte del carcere aretino di San Benedetto quindi si potrebbero aprire proprio tre giorni prima della prima udienza del processo in Corte d'Assise al religioso, fissata per venerdì 18 dicembre, giorno in cui padre Graziano compirà 48 anni. Il frate, accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia, della soppressione o della distruzione del suo cadavere, potrebbe quindi trascorrere il suo compleanno fuori dalla casa circondariale di Arezzo.
La parola passerà quindi martedì alla Corte d'Assise, a meno che nel frattempo non si renda disponibile un braccialetto elettronico.
Intanto si aggiungono particolari sul tatuaggio che padre Graziano avrebbe disegnato sulla pelle, elemento che, secondo la difesa, potrebbe smentire le donne che sostengono di aver avuto rapporti con lui, circostanza sempre smentita dal frate. Si tratterebbe infatti di un tatuaggio all'inguine fatto in giovinezza.