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Riceviamo e pubblichiamo. 
Risposta di Michele Morelli all’interrogazione di Francesco Macrì in Consiglio Comunale.
In merito all’interrogazione presentata nella seduta del Consiglio Comunale di ieri 19 ottobre 2015, desidero ricordare al Consigliere Francesco Macrì che l’urgenza di far polemica non lo esime, quando si tirano in ballo le persone, dall’informarsi e dal riferire i fatti con la dovuta obiettività.
Sostenere che la mia esperienza in Fidi Toscana non è stata “edificante” e che prima di me la Società era “in netto attivo” e, poi, con il mio avvento, “ha cominciato ad accumulare perdite enormi”, denuncia da parte del Consigliere Macrì una superficialità che mal si concilia con il ruolo politico di cui si sente investito.
Imputare al Consiglio di Amministrazione di cui ho fatto parte negli ultimi tre anni la responsabilità di scelte precedenti e addebitare a me ed ai miei colleghi - e non alla perdurante crisi economica e ad errate valutazioni sul merito creditizio compiute da altri e da noi ereditate - la crescita delle sofferenze, fenomeno peraltro comune a tutto il sistema del credito, rappresenta un’aggressione del tutto infondata, gratuita e lesiva della mia dignità personale e professionale.
Sarebbe stato poi sufficiente al Consigliere Macrì sfogliare l’ultimo bilancio approvato per rendersi conto che nel 2014 la perdita di esercizio è stata determinata dall’appostazione di una partita di carattere straordinario e non certo da cattiva gestione; anzi, in un contesto generale negativo, i volumi in termini di importi e di operazioni garantite hanno registrato una crescita superiore alle attese.
Da abile e consumato politico quale è, Francesco Macrì è pertanto oggi chiamato a fare una scelta: presentare pubbliche scuse o prepararsi a sostenere le proprie ragioni in Tribunale.