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“Poppi è un comune accogliente.” Non ci sta Carlo Toni, sindaco di Poppi, all’ennesima descrizione sulla stampa nazionale e locale del suo comune, o meglio di una frazione di esso, come “il paese di sinistra che non vuole i migranti”. Questo era infatti il titolo dell’articolo scritto da Aldo Cazzullo sul “Corriere della Sera” dello scorso 20 settembre. Nell’articolo si ripercorre la protesta degli abitanti di Badia Prataglia che non vorrebbero l’arrivo dei migranti perché farebbero fuggire i turisti. Capofila della protesta sarabbe il titolare dell’abergo “La Foresta” secondo il quale 25 migranti su una popolazione di 785, non tutti effettivamente residenti soprattutto d’inverno, sono troppi. All’ultimo bando emanato dalla Prefettura di Arezzo avrebbe partecipato l’albergo “Il Canto del Fuoco” di Montemignaio per accogliere circa 60-70 richiedenti asilo, parte di essi andrebbero all’albergo “Bellavista” di Badia Prataglia, lo stesso che circa un anno fa diede disponibilità per accogliere fino a 100 migranti. Il sindaco Toni ci conferma che non potranno essere accolti più di 25 migranti. Un numero che è specificato nero su bianco sull’accordo stilato assieme al comitato per la sicurezza pubblica. “Il confronto con la Prefettura – ci racconta – è giornaliero ed i sindaci non sono lasciati da soli a gestire questa situazione. L’accordo – prosegue Toni - della cosiddetta “accoglienza diffusa” prevede che per i comuni da 3.000 a 15.000 abitanti non possano essere ospitati più di 30 migranti. Nel centro storico di Poppi stanno per arrivare 5 richiedenti asilo che saranno ospitati nelle case di privati che hanno dato la loro disponibilità.” Domani alle 21:00 proprio a Badia Prataglia il sindaco terrà un’assemblea pubblica per spiegare ancora una volta che non c’è nessun pericolo di “sovraffollamento migranti” nel suo comune e che “Badia Prataglia non è quello che si legge sui giornali”.