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La dichiarazione di Dindalini sul Polo dell'energia pone una questione che preoccupa ancor di più del contenuto stesso, praticamente assente. Sembra che il segretario del Pd negli ultimi anni abbia vissuto in un'altra città.
massimiliano dindaliniMa dov'era lui negli ultimi nove anni di amministrazione di centro-sinistra? Forse avrà dimenticato che qualcuno faceva politicamente quadrare i conti della società di trasporti senese con l'avanzo di bilancio dell'ex Atam.
Sembra, da come parla, che i numerosi totem, leggi opere costose senza effetto, sorti come funghi sul territorio aretino siano opera di un'altra amministrazione. Pensiamo al teatro tenda, costruito già inutilizzabile, oppure alla pista per le biciclette di Sant'Andrea, inaugurata ed utilizzata pochissimo perché inutile anche per le società sportive. Pensiamo al parcheggio Mecenate, un costo per la società che lo gestisce e un balzello in più per gli aretini che intendono sostare anche per una semplice passeggiata in centro, costruito con la promessa di un servizio navetta alla fine mai realizzato.
Sembra che i comunicati di Dindalini siano scritti solo per coprire la totale assenza politica del suo partito nelle dinamiche aretine e per mascherare dall'opinione pubblica le sue ormai irreversibili divisioni e faide politiche interne. L'impressione è che questa sia una ulteriore pezza per sopperire alle mancanze dei consiglieri comunali del suo partito.
La verità è che Ghinelli sta dando una sterzata forte ad Arezzo e Forza Italia ha posto la sua responsabilità di partito di governo al servizio di questo cambiamento.
Le scatole vuote lasciate dal Pd finto renziano di Arezzo devono essere riempite di contenuti, ma non sempre e non a tutti i costi. Anche i poltronifici politici sono ormai terminati e questo probabilmente preoccupa coloro che facevano parte di quel sistema.
Questa è la diversità culturale che rimarca la netta differenza fra un'amministrazione che pensa agli aretini, e un'altra che pensa solo ai propri amici politici.