La pericolosità e penetrazione nel tessuto sociale e nella fascia più sensibile di esso come i giovani ed i giovanissimi, impone una riflessione. La impone alle istituzioni, alla società, alle famiglie al mondo della scuola che sempre di più indubbiamente fanno rete tanto che i casi stanno emergendo sempre di più, ma non basta. Il pericolo si insinua paradossalmente nella modernità dei rapporti che ormai ha modificato il nostro vivere quotidiano.Il cosiddetto “poliabuso” si fonda proprio sullo sdoganamento di ogni inibizione, di ogni limite di ogni regola ed ecco che consumare le cosiddette “”smart drugs”, droghe da sballo chimiche, o gli shortini di superalcolici diventa normale anche per un bimbo di 12 anni. Tra le nuove dipendenze anche il gioco d’azzardo, ci sono già casi aretini tra i giovanissimi, ed il consumo di psicofarmaci o altro che non necessitano di ricetta medica e che i ragazzi trovano tranquillamente tra le mura di casa.