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L'uscita del Comune da Re.a.dy (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) fa guadagnare al comune di Arezzo ed al sindaco Ghinelli una nuova apparizione sul portale Gay.it dopo quella dei giorni scorsi relativa al patrocinio del convegno sulla teoria gender di giovedi prossimo. 
"E' sempre più evidente - si legge nell'articolo -  la scelta della nuova amministrazione di centro-destra del Comune di Arezzo, guidata da giugno dall'ingegnere Alessandro Ghinelli, di fare dietro front su tutte le politiche di integrazione e contro le discriminazioni messe in atto dalle precedenti amministrazioni.gay.it1 Dopo il patrocinio dato al convegno omofobo "Sarà ancora possibile dire mamma e papà? La famiglia al tempo del gender" con la presenza del mitico Gianfranco Amato previsto per questo giovedì 17 settembre, arriva oggi una notizia shock: il Comune di Arezzo, per decisione della sua Giunta, decide di uscire da Re.a.dy (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere), rete alla quale aveva aderito la precedente amministrazione e che aveva come obiettivi: «Individuare, mettere a confronto e diffondere politiche d’inclusione sociale per lesbiche, gay, bisessuali e transgender e la realizzazione di attività rivolte alla promozione ed al riconoscimento dei diritti delle persone Lgtb».LEGGI ANCHE:Le unioni civili diventano "formazione sociale specifica"Imbrattati i manifesti del concerto fiorentino di MikaLivorno: sfregiati i manifesti contro l’omofobia e la trasfobia.
Dalla rete oggi il comune di Arezzo ne esce, nonostante «l’amministrazione – si legge nella delibera – intenda sottolineare di essere contraria e di condannare qualsiasi tipo di discriminazione per orientamento sessuale e di genere». Da quanto emerge nell’atto, gli obiettivi e gli interventi previsti dall’adesione alla Rete, mediante la sottoscrizione della Carta di Intenti sono «da valutare dopo la definizione delle linee del mandato amministrativo attualmente non ancora approvate dal consiglio comunale e della individuazione delle priorità dell’amministrazione anche in ordine alle attività prioritarie per gli uffici». Secondo la giunta, la sospensione dell’adesione alla rete è giustificata dal fatto che al momento «non è ritenuta prioritaria anche sulla base del programma elettorale di questa amministrazione».
Interpellato da noi telefonicamente, il Sindaco glissa: "Non abbiamo deciso di uscire ma solo di sospendere l'adesione". Incalzato dalle nostre obiezioni sul fatto che dopo il convegno omofobo è evidente che l'Amministrazione Comunale da lui guidata intenda dare chiari segnali su questo fronte, il Sindaco ci spiega di aver incontrato l'Arcigay locale, in un clima di totale collaborazione e spiegando i motivi di entrambe le delibere.
La sottoscrizione da parte delle precedente amministrazione alla carta d’intenti prevedeva azioni per «stabilire un confronto con le Associazioni Lgbt locali, favorire l’emersione dei bisogni della popolazione Lgbt e operare affinché questi siano presi in considerazione anche nella pianificazione strategica degli enti».