Il 25enne, al fine di rendere più difficoltosa la sua identificazione, oltre a celare il volto, durante i colpi applicava sui propri avambracci due bende, per coprire dei grossi e particolari tatuaggi. Oltre ad essere il capo della banda, il 25enne era probabilmente anche il basista, anche perché negli anni scorsi aveva dimorato a lungo in terra aretina e conosceva bene la rete viaria e gli obiettivi più appetibili da colpire.
Le indagini dei Carabinieri hanno consentito di attribuire ai tre extracomunitari la responsabilità , complessivamente di ben 10 furti, di cui 4 in Arezzo, presso aree di servizio, 3 in Monterchi, in un’area di servizio, un bar e una abitazione, uno in Sansepolcro , presso un bar, uno in Anghiari, in un bar e uno presso una carrozzeria in Bellaria-Igea Marina (RN), commessi nell’ultima settimana.
Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri Biturgensi procedevano al fermo di indiziato di delitto del giovane in Bellaria - Igea Marina atteso anche che era senza fissa dimora, nullafacente e, sentendosi braccato, si stava organizzando per fare rientro nel suo paese di origine, nonostante fosse sottoposto all’obbligo di firma presso la caserma Carabinieri di quel centro, per una serie di maltrattamenti in famiglia e lesioni in danno della ex convivente e dei familiari.
I Carabinieri in trasferta, su concorde disposizione dei P.M. di Arezzo e Rimini, fermavano il 25enne e lo traducevano presso la casa circondariale di Rimini, in attesa della convalida del Giudice.
Le indagini dei Carabinieri proseguono comunque, al fine di accertare eventuali responsabilità della banda di albanesi in altri furti con spaccata, commessi con la stessa tecnica criminosa, sia nella provincia aretina, che nella limitrofa Valtiberina Umbra.