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L’Amministrazione Comunale di Pratovecchio Stia riprende il ciclo di incontri pubblici con la popolazione su temi di interesse generale. Una iniziativa alla quale il comune altocasentinese ha fatto ricorso spesso dall’inizio del mandato della Giunta Caleri, e che va sotto il nome di “InformAzione”. Mentre i due paesi stanno per tuffarsi nell’atmosfera della biennale di arte fabbrile e dell’anteprima di “Naturalmente pianoforte”, si inizia a preparare le iniziative dei prossimi mesi dal confronto con la cittadinanza. Nell’incontro in agenda martedì 1 settembre alle 21 a Stia, gli argomenti sono due: l’edizione stia2015 di “Vivere Bio” ed il progetto “Officine Capodarno”.“Il primo punto – sintetizza il Sindaco Nicolò Caleri – è di fatto l’inizio del percorso organizzativo della manifestazione che abbiamo proposto l’anno scorso per la prima volta, e che vogliamo ripetere nel prossimo autunno. Un evento che aspira a diventare un appuntamento di riferimento per tutti coloro che si interessano alla cultura del biologico in tutte le sue forme, dalle produzioni agricole alla bioedilizia, delle tipicità locali alla bioingegneria e alle energie alternative. Non solo una fiera ma anche l’occasione di affrontare, in maniera costruttiva e propositiva, le prospettive ed i problemi di un settore che è molto importante anche dal punto di vista della ricaduta sull’economia locale".E sempre a proposito di economia, anche il progetto di Officine Capodarno rappresenta una novità in arrivo: “Quegli stessi settori che esprimono le emergenze che noi cerchiamo di valorizzare con Vivere Bio, sono forse in grado di proporre – se opportunamente sostenuti anche da un’azione politica delle Istituzioni – realtà produttive, economia, posti di lavoro. Il nostro comune ha avviato il recupero dell’edificio delle ex scuole elementari di Stia, dove l’Amministrazione, assieme al Parco e ad alcune aziende locali, intende realizzare un Centro di Formazione e Sperimentazione per l’Imprenditoria Montana, teso a creare un ponte tra il nostro territorio e la ricerca universitaria, con l’obiettivo di favorire possibili nuove forme di imprenditorialità in questi ambiti”.E’ chiaro che sarà importante, conclude Caleri, “Che il territorio e cioè la cittadinanza ci invii segnali che noi come amministratori ci impegniamo a recepire, perché noi possiamo essere di stimolo ed affiancamento ad una serie di iniziative che tuttavia devono partire dalla gente, da quello che sogna e vuole realizzare per il proprio futuro”.