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Non è per nulla confortante il quadro che emerge dai controlli effettuati dalla Direzione provinciale del Lavoro di Arezzo, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nei primi sei mesi del 2015. Su 561 aziende ispezionate, 467 sono quelle risultate irregolari con una percentuale di irregolarità che sfiora l'80%.
I dati ci arrivano direttamente dalla direzione provinciale di Arezzo e riguardano appunto la prima metà dell’anno in corso, un anno in cui Arezzo ha sentito più di sempre il morso della crisi. Proprio il momento storico particolarmente negativo da un punto di vista economico, induce i lavoratori a non denunciare la loro posizione irregolare.
Nelle aziende dove sono state riscontrate irregolarità i lavoratori non inquadrati a norma di legge erano 209, di cui 157 totalmente al nero per un totale di imponibile contributivo evaso pari ad € 1.228.000,00.
Nei casi di impiego irregolare di lavoratori per omessa denuncia ai fini retributivi, previdenziali e fiscali nella misura pari o superiore al 20% delle persone occupate sono stati adottati 37 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale di cui 30 sono successivamente revocati perché le aziende hanno regolarizzato la posizione assicurativa dei loro dipendenti.

Ancora più disarmante il quadro che riguarda il rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Proprio in questa estate 2015 ci sono stati due recenti casi di infortuni sui luoghi di lavoro. Uno purtroppo mortale alla Fratticciola e l’altro che ha causato gravi conseguenze per un operaio 30enne.
In entrambi i casi i lavoratori sono volati giù da un tetto. L’ufficio provinciale del lavoro di Arezzo è stato interessato e adesso si stanno svolgendo le dovute indagini, ma intanto sono ben 118 le denunce all’Autorità Giudiziaria effettuate in seguito all’attività di controllo.Si tratta di violazioni prevenzionistiche in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e truffa ai danni dello stato per indebite percezioni di agevolazioni contributive. L’attività ispettiva ha riguardato in generale tutti i settori produttivi con particolare riferimento l’edilizia, l’agricoltura, il manifatturiero e i pubblici esercizi.

E’ grazie alla sinergia tra le varie Istituzioni aretine che tale attività di controllo, sempre mirata, sta dando i suoi frutti.
Il serrato confronto tra la Direzione provinciale del Lavoro e la Questura , i Carabinieri, la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale dello Stato e la Polizia municipale, consente un efficace scambio di informazioni per concentrare meglio indagini e controlli coordinati e condivisi anche con ASL, INPS e INAIL.