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Il 25 aprile è una data che dà forza alla nostra democrazia e che sarà sempre più forte di chi, ancora oggi, banalizza e tenta di liquidare come superato l'antifascismo. La Resistenza e la Liberazione ci chiamano in causa tutti quanti perché esse racchiudono i valori fondativi della Costituzione e della nostra comunità nazionale".

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi alla vigilia del 73° anniversario della Liberazione.

"Libertà, uguaglianza, antifascismo sono principi della nostra democrazia. Questi valori – sottolinea Rossi – sono stati le scintille che hanno innescato il riscatto dell'Italia e di tutta l'Europa contro l'oppressione della tirannia e dell'occupazione nazifascista. Quanti hanno combattuto e creato le condizioni per un paese libero e democratico e quanti invece si sono schierati dalla parte di Hitler e Mussolini, della Repubblica Sociale e, come in Toscana, hanno lasciato aperta la strada a innumerevoli violenze e infami eccidi, non potranno mai essere equiparati".

"La memoria non è un esercizio retorico. Ma un atto democratico concreto. Nostro compito è difenderla e preservarla, soprattutto ogginel 73° anniversario della Liberazione, mentre soffiano forti in Europa i venti del razzismo e dell'estremismo di destra e in Italia si susseguono episodi di rigurgiti neofascisti e deliri propagandistici".

"La Regione Toscana – conclude Rossi – continuerà a non far mancare la sua opera per tenere la coscienza democratica sempre viva e vitale".

Il 25 aprile a Poppi

Domani, mercoledì 25 aprile, il presidente della Regione Toscana sarà a Poppi, in provincia di Arezzo, per partecipare alle iniziative previste per il 73° anniversario della Liberazione dal nazifascismo; il suo intervento è previsto a partire dalle ore 11.30 presso la località Mezzacosta (a metà strada tra Ponte a Poppi e Poppi).

Poppi è uno dei paesi toscani della "Linea Gotica", un luogo dove la ferocia nazifascista ha colpito duramente le popolazioni civili. Nel 1944 il territorio fu teatro di numerose stragi nazifasciste (tra queste quelle di Moggiona, 19 morti, di Quota, 7 morti, di Badia Prataglia, 4 morti) e di un pesantissimo bombardamento tedesco (Mezzacosta, 15 morti tra donne e bambini).

"Sono molto grato al presidente Rossi e alla Regione Toscana per aver scelto Poppi come luogo delle celebrazioni di quest'anno. Ricordare e tenere viva la memoria – afferma Carlo Toni, sindaco di Poppi – è un dovere civile e morale. Poppi, come Sant'Anna di Stazzema o Monte Sole, è stata teatro di crimini orribili, di violenze inaudite. Questi luoghi sono importanti, sono sacri, ma la memoria – sottolinea il sindaco – è un esercizio che deve e può essere messo in pratica ovunque e in qualsiasi momento. Perché senza memoria non costruiamo il futuro".