“Faccio appello a tutte le imprese aretine affinché, dimostrando il loro legame alla nostra terra, intervengano per sostenere l’Arezzo Calcio, che ha ormai assunto il valore di un simbolo, e tra i più riconoscibili, perlomeno nel panorama nazionale. Se non lo faranno, prenderemo atto che in un momento di reale necessità, gli industriali, gli imprenditori, hanno rifiutato il loro aiuto. E per questo saranno ricordati. Questo è un periodo davvero triste per la città e per tutti coloro che la amano, ma ora almeno le cose sono chiare. Con l’istanza di fallimento si apre una pagina non semplice per l’Arezzo Calcio, che avrà bisogno della generosità di tanti per salvare non solo una società, non solo una squadra dalla storia centenaria, ma un pezzo dell’identità della nostra comunità".
Non posso pensare che la terra aretina, così ricca di imprenditoria, che si è distinta da sempre per una crescita straordinaria portando il nostro impegno e i nostri prodotti nel mondo, volti le spalle a una storia calcistica che rappresenta un elemento di identità del territorio. Non ci saranno più alibi”.
Potrebbe essere la Procura di Arezzo su sollecitazione di Orgoglio Amaranto a fare luce sulla gestione societaria dell'Arezzo. Da una parte Fabio Gatto di Neos aveva dichiarato di voler provvedere a pagare gli oltre 5 mila euro per evitare il fallimento e la conseguente udienza per l'esercizio provvisorio del 15 marzo. Anche in caso di pagamento l'iter fallimentare non si fermerebbe come ha spiegato ieri sera il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli.
Intato Grassini e Lucchesi tirati in ballo da Fabio Gatto come interlocutori interessati alla vendita e poi tiratisi indietro tramite tuttoC hanno raccontato invece come sarebbero andate le cose: "Verso metà del mese di gennaio c'è stato un contatto fra il sottoscritto e Marco Matteoni allora presidente del club su mandato di Lorenzo Grassini imprenditore con il quale collaboro, per valutare la situazione del club. Dopo i primi approcci, con tanto di visita di Grassini allo stadio di Arezzo, non ci è stato permesso di vedere i libri contabili e successivamente siamo venuti a sapere della maxi penalizzazione che sarebbe arrivata per il mancato pagamento degli stipendi atteso per il 16 febbraio. A quel punto abbiamo deciso di interrompere i colloqui spaventati della situazione di instabilità e confusione che abbiamo riscontrato. Dopo qualche giorno siamo stati nuovamente contattati da un consulente, su indicazione dello stesso Matteoni, che ci ha richiesto la somma aggiuntiva di 450mila euro per far desistere il fondo inglese che lui rappresentava in modo che tale fondo no esercitasse il diritto di prelazione in loro possesso. In poche parole volevano dei soldi oltre al dissesto in cui versava la società. Abbiamo chiesto spiegazioni a Matteoni e ci ha detto che era stato solamente una 'testa di legno' e che aveva già rivenduto le quote a chi gliele aveva precedentemente cedute. Roba da matti. A questo punto abbiamo chiuso ogni rapporto con tanta rabbia e delusione”.
Una versione respinta da Gatto che replica: "Apprendo dalla Vs. cronaca che i sigg.ri Lucchesi e Grassini avrebbero avanzato un’offerta di € 450.000,00 per l’acquisto della Arezzo Calcio. Tale affermazione non corrisponde a verità e ribadisco che alcuna “seria”e concreta offerta ho ricevuto dai medesimi sigg.ri Grassini e Lucchesi e che, pertanto, è mia ferma intenzione provvedere alle esigenze della Società nell’auspicio di individuare in tempi brevi un soggetto che possa garantire alla stessa la necessaria stabilità economica e finanziaria. Comunicherò personalmente nelle prossime ore le trattative che stiamo chiudendo".
LA PRIMA NOTA DI GATTO
Nota di Fabio Gatto sulla situazione dell'Us Arezzo:
Stamattina, al mio risveglio, ho trovato sulla mia scrivania una notifica fallimentare dello Studio Associato Rossi Fratini di Arezzo per un importo pari ad euro 5.332,48. La problematica cui sto facendo fronte oggi vede le sue origini esclusivamente per mano di una cordata di persone che stanno cercando con tutti i mezzi di far fallire l'Arezzo per poterne poi entrare in possesso senza nessun tipo di velleità.
Mi reputo a fronte dei fatti pertanto l'unico cretino che ha preso da una sola settimana le redini di questa società' e che sta tentando con ogni mezzo di trovare la soluzione alle problematiche sorte.
A fronte degli ultimi eventi ci tengo ad annunciuare pubblicamente che nella settimana dal 5 marzo all' 11 marzo la situazione sarà risolta al fine di riportare l'equilibrio tanto auspicato prima dell'udienza fissata dal tribunale per il 15 di marzo. Sono pronto anche domani a saldare il debito allo Studio Rossi Fratini che tramite notifica del tribunale dichiara un fallimento per euro 5.332,48.
Non più tardi della settimana scorsa, due persone si sono esposte facendo una proposta al fine di risanare l'Arezzo Calcio e ritrattandola poco dopo con il solo scopo di prendere in giro me ma anche e sopratutto la gente di Arezzo che in questi giorni sta vivendo un malessere diffuso.
Sono l'unica persona che, a differenza di chi comunica per mezzo di un telegramma le proprie dimissioni , è ancora concretamente convinta investendo anche mezzi propri, che questa società possa tornare ad avere luce noncurante di coloro che di fronte alle difficoltà hanno preferito scappare. Sono stato il solo che ha preso schiaffi, pugni e sputi dalla tifoseria, da parte della stampa, e anche il solo che ancora una volta messo dei soldi pagando degli Advisor al fine di concludere l'operazione finanziaria in essere. Chiedo ancora un pò di tempo, forza e pazienza prima dell'udienza fissata dal tribunale, garantendo che chiuderò' l'operazione con un investitore.
Ricordando a tutti che la parola "FALLIMENTO" non è sicuramente sinonimo di "SALVEZZA", come in molti, leggendo le vicende dell'Arezzo calcio sostengono, CHIEDO una mano in primis al socio di minoranza "Orgoglio Amaranto" e alla popolazione Aretina affinché questo non avvenga. Solo se non interessa neanche a Voi rimetto tutto indietro. Diversamente continuo a lottare. O siete con me o siete con le persone che vogliono esclusivamente che l'Arezzo fallisca per fare le stesse cose che sono state fatte al Latina calcio ed ad altre Società.
Sono il solo che crede che questa situazione si possa risolvere in altra maniera rispetto al fallimento.
Ho già comunicato telefonicamente al Dottor Fratini e con Lui concordato un appuntamento per chiudere il debito dell'Arezzo calcio riferito all'istanza presentata prima dell'udienza fissata dal Tribunale.
Penso quindi di aver dato ancora una volta prova concreta, e non le solite parole, delle mie determinaziona
Stamattina, al mio risveglio, ho trovato sulla mia scrivania una notifica fallimentare dello Studio Associato Rossi Fratini di Arezzo per un importo pari ad euro 5.332,48. La problematica cui sto facendo fronte oggi vede le sue origini esclusivamente per mano di una cordata di persone che stanno cercando con tutti i mezzi di far fallire l'Arezzo per poterne poi entrare in possesso senza nessun tipo di velleità.
Mi reputo a fronte dei fatti pertanto l'unico cretino che ha preso da una sola settimana le redini di questa società' e che sta tentando con ogni mezzo di trovare la soluzione alle problematiche sorte.
A fronte degli ultimi eventi ci tengo ad annunciuare pubblicamente che nella settimana dal 5 marzo all' 11 marzo la situazione sarà risolta al fine di riportare l'equilibrio tanto auspicato prima dell'udienza fissata dal tribunale per il 15 di marzo. Sono pronto anche domani a saldare il debito allo Studio Rossi Fratini che tramite notifica del tribunale dichiara un fallimento per euro 5.332,48.
Non più tardi della settimana scorsa, due persone si sono esposte facendo una proposta al fine di risanare l'Arezzo Calcio e ritrattandola poco dopo con il solo scopo di prendere in giro me ma anche e sopratutto la gente di Arezzo che in questi giorni sta vivendo un malessere diffuso.
Sono l'unica persona che, a differenza di chi comunica per mezzo di un telegramma le proprie dimissioni , è ancora concretamente convinta investendo anche mezzi propri, che questa società possa tornare ad avere luce noncurante di coloro che di fronte alle difficoltà hanno preferito scappare. Sono stato il solo che ha preso schiaffi, pugni e sputi dalla tifoseria, da parte della stampa, e anche il solo che ancora una volta messo dei soldi pagando degli Advisor al fine di concludere l'operazione finanziaria in essere. Chiedo ancora un pò di tempo, forza e pazienza prima dell'udienza fissata dal tribunale, garantendo che chiuderò' l'operazione con un investitore.
Ricordando a tutti che la parola "FALLIMENTO" non è sicuramente sinonimo di "SALVEZZA", come in molti, leggendo le vicende dell'Arezzo calcio sostengono, CHIEDO una mano in primis al socio di minoranza "Orgoglio Amaranto" e alla popolazione Aretina affinché questo non avvenga. Solo se non interessa neanche a Voi rimetto tutto indietro. Diversamente continuo a lottare. O siete con me o siete con le persone che vogliono esclusivamente che l'Arezzo fallisca per fare le stesse cose che sono state fatte al Latina calcio ed ad altre Società.
Sono il solo che crede che questa situazione si possa risolvere in altra maniera rispetto al fallimento.
Ho già comunicato telefonicamente al Dottor Fratini e con Lui concordato un appuntamento per chiudere il debito dell'Arezzo calcio riferito all'istanza presentata prima dell'udienza fissata dal Tribunale.
Penso quindi di aver dato ancora una volta prova concreta, e non le solite parole, delle mie determinaziona