Pronto soccorso, Ghinelli e Tanti: "potenziamento personale non rinviabile"
“Se è vero che il periodo invernale mette in evidenza maggiori ciriticità e se è altrettanto vero che a volte gli accessi potrebbero essere evitati, non possiamo negare che il pronto soccorso di Arezzo è sotto pressione sostanzialmente 365 giorni l'anno”, continuano Ghinelli e Tanti. “Siamo d'accordo con l'appello del direttore generale ad un uso consapevole del reparto, ma siamo anche convinti che, oltre a ciò, esiste un oggettivo problema di organico e di carenza di posti letto che ha bisogno non solo di scelte organizzative immediate ma anche di potenziamenti specifici non rinviabili, ai quali non siamo disposti a rinunciare. L'idea di ricostruire un rapporto tra medici di famiglia e presidio ospdaliero è di certo meritevole e sarà la chiave in futuro per trovare riposte ancora più adeguate per i cittadini e per gli operatori – spiegano -, ma non vogliamo correre il rischio che tutta la partita della sanità aretina e toscana si risolva nella sola strategia organizzativa. Se questa è in grado di risolvere la maggioranza dei problemi, in alcuni casi, e questo è uno, è primaria e non trascurabile la necessità di implementare organici che da tempo sono considerati oggettivamente insufficienti. La strada intrapresa che vede un ripensamento generale complessivo del modello con il quale si danno risposte ai cittadini e agli operatori dimostra che ci sono ancora criticità non secondarie di natura strettamente strutturale a cui si uniscono carenze primarie che non possono essere rimosse con la sola organizzazione interna”.
Dal Primo Cittadino e dall'Assessore, anche un riconoscimento del grande lavoro svolto in queste settimane dal personale medico e infermieristico del pronto soccorso. “E' doveroso il ringraziamento ai medici, agli infermieri, a tutti gli operatori del pronto soccorso, che anche in questa situazione di particolare criticità hanno mantenuto un atteggiamento di grande professionalità, in particolare evitando di sottolinenare i disagi lavorativi, dalle inevitabili ricadute sul servizio erogato. Siamo persuasi che il tempo di una valutazione sul rapporto domanda offerta in ambito di servizi socio sanitari e una focalizzazione sulla soddisfazione dell'utenza unita ad una precisa analisi dei servizi essenziali sia ormai necessaria, nel rispetto sia dei cittadini ma anche degli operatori e di un sistema che, se da una parte ha il diritto di mettere in luce ciò che funziona, dall'altra ha il dovere di risolvere ciò che non funziona, tenendo tutti un atteggiamento di umiltà”.