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Prima le voci di popolo, poi la nota di Casa Pound. Infine la precisazione dell'azienda. Dopo il caso dei compensi di Sei Toscana ne stava per arrivare un altro. Il nuovo presidente di Tiemme, Massimiliano Dindalini, dopo la nomina si sarebbe visto vedere lievitare lo stipendio dai 38 mila euro percepiti dal suo predecessore a 48 mila euro. Sul tema era arrivata anche questa nota di Casa Pound Arezzo:

"Lo scorso 4 settembre Massimiliano Dindalini è stato nominato presidente di Tiemme. Subito dopo, è stato protagonista di una vera e propria rivoluzione: l'aumento del proprio stipendio.  Dindalini infatti avrà un compenso annuo lordo 48000 euro, contro i 38400 euro che guadagnava il presidente uscente Massimo Roncucci.  "Soldi, potere e famiglia. Sono questi i veri valori del Pd - afferma Francesco Campa responsabile aretino di CasaPound Italia - un partito banale per natura e anti italiano nei fatti".  Massimiliano Dindalini, orfano del compenso da Segretario provinciale del Pd, ha reputato necessario l'aumento dello stipendio come Presidente Tiemme. Mentre Gilberto Dindalini, lo zio distratto di Massimiliano e presidente di Arezzo Casa, si dimentica ogni anno di fare il bilancio".

Dall'azienda si precisa però che il compenso del precedente presidente era integrato dall'apporto di Train: quindi alla fine erano sempre 48 mila euro che gravavano a Tiemme solo per 38400. Quindi la cifra è rimasta la stessa di prima solo che a saldarla è solo Tiemme.