I grandi killer della liberazione, ad Arezzo la presentazione del libro di Gianfranco Stella
Lo storico ravennate Gianfranco Stella – che vinse nel 1998 un processo per diffamazione contro il famoso capo partigiano Arrigo Boldrini Bulow – racconta, in questo volume che nessun editore ha voluto pubblicare, alcuni pesantissimi reati commessi con inaudita ferocia, che, più che politici, andrebbero considerati di diritto comune.
600 pagine necessarie, al momento, per raccontare ciniche figure criminali che, studiate sulle carte giudiziarie senza i retorici filtri della vulgata resistenziale, ci appariranno in tutta la loro antieroica crudezza.
Le persone uccise anche dopo il 25 aprile e comunque dal giorno della Liberazione dei singoli territori non furono meno di 20.000.
Dal Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli hanno dato un tributo di sangue altissimo. L’autore attraverso concreti dati storiografici ne ripercorre l’inquietante scia oltre a pubblicare per la prima volta i volti degli esecutori materiali.
Gino Tartari detto Pazzarella, sanguinario killer seriale di Porotto; Remo Bonzagni, “responsabile d’un impressionante numero di omicidi”; Sergio Dal Piai; Claudio De Fenu capitano Gravelli; il partigiano Primo Ghini detto Manaza, di Argenta; Elia Marinelli, organizzatore dell’eccidio di undici ex fascisti prigionieri, a Comacchio; e quel Sesto Rizzati Sergio, commissario politico della 35ª Brigata ferrarese ‘Bruno Rizzieri’ e “spietato killer comunista”: fu autore di un raccapricciante memoriale con nomi e cognomi di suoi compagni (tra i quali un futuro sindaco di Ferrara) che, nell’ambito di una rivoluzionaria epurazione locale, in quell’estate di sangue ‘45 compilavano le liste dei concittadini da eliminare.