Tra i passaggi più duri quello dove Francesca scrive: «Quando mia madre ha scoperto che il mio amore era nero - ha scritto in una lunga lettera inviata alla giornalista - ha detto che ero una persona malata, che quella gente andava solo compatita, che avrebbe dovuto farmi arrestare dai carabinieri. Le parole sono pietre...».

La lettera, che adesso non è più on line, non sfugge al segretario del Movimento di sovranità nazionale di Arezzo Cristiano Romani che invia questa nota alla nostra redazione, stigmatizzando il comportamento della sindaca:
"La doppia faccia della sinistra. Il caso di Monte San Savino.
Sembra quasi incredibile quello che sta succedendo a Monte San Savino. La sinistra e con essa il Pd si è sempre riempita la bocca di solidarietà, di eguaglianza, di accoglienza senza se e senza ma.
Però quello che sta succedendo a Monte San Savino sconfessa tutto ciò.
I fatti. Dovete sapere che il sindaco di centro sinistra di Monte San Savino ha una figlia che lavora con i migranti e che si è fidanzata con un migrante.
Ci si aspetterebbe che tutta la famiglia ma in primis il sindaco Pd di Monte San Savino nonchè madre della stessa, avrebbe accolto la notizia con giubilo e felicità.
Invece, con grande costernazione di tutti e soprattutto dei giornali nazionali che se ne sono occupati, tra cui Concita De Gregorio su repubblica (ex direttrice dell'Unità), il sindaco Pd di Monte San Savino ha avuto una reazione assolutamente imprevedibile.
Racconta la figlia del sindaco,sulla lettera invita alla stessa Concita De Gregorio, con parole che lasciano di sasso, in uno dei passaggi di una lettera accorata quanto disperata . : "Quando mia madre ha scoperto che il mio amore era nero e per giunta richiedente asilo mi ha detto che ero una persona malata, che quella gente andava solo compatita, che avrebbero dovuto arrestarmi i carabinieri, che tanto quelle persone cercano solo un mezzo per fare una vita migliore.”
Parole come pietre. Parole che squarciano il velo dell'ipocrisia della sinistra e del Pd che applica alla lettera la filosofia di accogliere tutti i migranti ma lontano da casa mia e soprattutto senza contatti e relazione con propri cari. In stile Capalbio per intenderci.Tutto ciò è assolutamente inaccettabile."
Il sindaco di Monte San Savino invia contestualmente una replica che riportiamo integralmente:
"Sono appena venuta a conoscenza del comunicato stampa inviato ad alcune redazioni giornalistiche da Cristiano Romani del Movimento Nazionale per la Sovranità Arezzo, nel quale si citano vicende personali del tutto avulse dalla carica che ricopro.
Trovo davvero meschino che una vicenda che appartiene alla mia dimensione familiare venga distorta e strumentalizzata in chiave politica, in particolar modo da un soggetto che è uno degli ultimi che può dare lezioni di tolleranza e antirazzismo.
L'argomentazione sollevata è tragicamente misera. Meriterebbe risposta se venisse chiamata in causa la mia condotta amministrativa, ma questo non è il caso, perchè evidentemente è sempre stata corretta e ineccepibile, svolta col doveroso senso di responsabilità verso il ruolo che ricopro.
Purtroppo per certi soggetti è impossibile distinguere i due piani (quello politico e quello personale – familiare) e soprattutto comprendere che le preoccupazioni di una madre sono cosa ben diversa e lontana dal razzismo.
L'affetto verso una figlia è normale che generi preoccupazioni allorchè essa si trovi a frequentare una persona che vive una situazione di estrema precarietà. Nulla contano in questo il colore della pelle o la provenienza geografica.
Allo stesso modo è normale che certe preoccupazioni siano mal interpretate e possano generare incomprensioni, sempre all'interno di una famiglia.
Quanto scritto da Romani è purtroppo di una pochezza impressionante ed è la conferma del livello sempre più basso che popola l'azione politica al giorno d'oggi, in particolare a destra.
Del caso poi si occupano anche le agenzie.
"La figlia accusa la madre-sindaco di razzismo - scrive l'Ansa - ma il primo cittadino reagisce dicendo: «È normale che una madre si preoccupi per una figlia quando si trova in una situazione precaria, al di là del colore della pelle o di altre questioni». La vicenda è quella di Margherita Scarpellini, sindaco di centrosinistra a Monte San Savino (Arezzo), non iscritta ad alcun partito. La sua 'storià di madre è finita in primo piano dopo la lettera che la figlia, fidanzatasi di recente con un profugo, ha inviato al blog di Concita De Gregorio. Francesca, 32 anni, insegna italiano presso il centro della Croce Rossa di Arezzo dove alloggiano alcuni africani richiedenti asilo. Nello svolgere il suo lavoro si è innamorata di uno di loro. «Quando mia madre ha scoperto che il mio amore era nero - ha scritto in una lunga lettera inviata alla giornalista - e per giunta richiedente asilo ha detto che ero una persona malata, che quella gente andava solo compatita, che avrebbe dovuto farmi arrestare dai carabinieri. Le parole sono pietre...». La querelle non è sfuggita al segretario del Movimento di sovranità nazionale di Arezzo Cristiano Romani, che oggi ha replicato: «Il Pd applica alla lettera la filosofia di accogliere tutti i migranti ma lontani da casa mia e senza contatti con i propri cari. In stile Capalbio». Il sindaco Margherita Scarpellini ha scelto di rispondere con un comunicato: «L'affetto verso una figlia è normale che generi preoccupazioni allorché essa si trovi a frequentare una persona che vive una situazione di estrema precarietà. Nulla contano in questo il colore della pelle o la provenienza geografica. Allo stesso modo è normale che certe preoccupazioni siano mal interpretate e possano generare incomprensioni, sempre all'interno di una famiglia».