Ordinanza alcolici, Caporali: "non affronta il problema dell’uso da parte di giovani"
L’ordinanza comunale non affronta il grave problema dell’uso di alcolici da parte di giovani e giovanissimi: punta soltanto a non farli consumare per strada in determinate fasce orarie. Qualcuno si illude davvero che sia sufficiente un’ordinanza di questo tipo per affrontare un grave disagio sociale che trova nell’alcol solo una delle possibili manifestazioni? Il proibizionismo non porterà ad una diminuzione dell’uso degli alcolici tra i giovani: provocherà semplice varianti nei modi e nei tempi di approvvigionamento.
Non intendiamo fare una battaglia di tipo ideologico tra libertà e proibizionismo anche se sarebbe interessante. Ma in un contesto amministrativo, le scelte devono essere frutto di una strategia razionale e non di atti dettati dall’emotività del momento o, peggio, dalla ricerca del consenso.
Le condizioni dei giovani e dei giovanissimi non sono facili. E spesso sono inaccettabili. Dall’abbandono scolastico all’inoccupazione, dalla tossicodipendenza all’alcolismo. Il gruppo consiliare e il Pd aretino hanno avviato, con il convegno della primavera scorsa all’hotel Minerva, una riflessione su questo problema che coinvolge giovani, famiglie, istituzioni, Usl, volontariato ... L’Amministrazione comunale ha fatto la scelta del silenzio fino a quando, sulla scia di problemi di ordine pubblico, ha emanato l’ordinanza sul consumo di alcol. Dal punto di vista di una strategia sul disagio giovanile, questa scelta è peggiore del silenzio che si è registrato fino ad oggi. Il messaggio che manda è illusorio e pericoloso perché tenta di far passare la percezione che la soluzione sia il divieto di vendita. Rimane, quindi, l’assoluta certezza sull’inadeguatezza dell’Amministrazione Ghinelli. E qui lo spot Coca Cola può essere davvero citato: “Come prima, più di prima....”