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Il Comune esclude i laureati ad Arezzo dal bando per i servizi all'infanzia: dopo l'interrogazione annunciata dal consigliere comunale del PD Alessandro Caneschi arriva anche quella annunciata dal deputato del Pd Marco Donati che annuncia un'interrogazione in Aula al Ministro dell'Istruzione. «Recentemente – commenta il deputato aretino Marco Donati - il Miur, a seguito dell'approvazione in Consiglio dei Ministri dei decreti attuativi della legge 65 del 2017, ha istituito per la prima volta un Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a 6 anni per garantire ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco. I servizi per l'infanzia escono così dalla dimensione “assistenziale” ed entrano a pieno titolo nella sfera “educativa” e nel percorso formativo di ogni persona. In quest'ottica sarà prevista la qualifica universitaria triennale come titolo di accesso per il personale anche per i servizi da 0 a 3 anni, quindi anche gli asili nido. Da qui l'esigenza legittima, avanzata dal consigliere Caneschi, che il bando comunale preveda la formazione di due graduatorie, asili nido e scuole per l'infanzia, da cui attingere i prossimi anni». Caneschi ha infatti chiesto di ritirare il bando affinché possa essere riformulato facendo riferimento alle classi di laurea specifiche, triennale e quinquennale rispettivamente per asili nido e scuole per l'infanzia. «Un tema importante di carattere nazionale – conclude Donati - che va ben oltre i confini di Arezzo e che riguarda centinaia di comuni che si apprestano a fare i bandi, che tocca sia la qualità del sistema educativo sia la possibilità di accesso a un lavoro pubblico per molte persone. Ancora più rilevante nella nostra città dal momento che proprio la Facoltà di Arezzo ha un corso di laurea triennale di Scienze della formazione e dell'educazione, proprio quello previsto dalla nuova legge per accedere ai bandi per gli asili nido e che ogni anno abilita tantissimi giovani a questa professione. Per questi motivi, coinvolgendo anche altri colleghi, depositerò alla Camera un'interrogazione al Ministro dell'Istruzione per chiedere chiarimenti sulle modalità di svolgimento dei bandi pubblici e sul caso di Arezzo».

LA CGIL: "SUBITO MODIFICHE AL BANDO"

la contrarietà anche della Cgil "Un bel paradosso, il Comune emette il bando per assunzioni a tempo determinato nei servizi all'infanzia di Arezzo, ma esclude proprio coloro che si sono laureati in città. L'effetto a catena si verifica perché il bando servirà indistintamente per gli asili nido e per le scuole dell'infanzia e tra i requisiti richiesti non c'è quello della laurea in scienze dell'educazione e della formazione, corso che si tiene proprio al campus universitario del Pionta e che in gran parte è frequentato proprio da ragazze e ragazzi aretini che hanno l'obiettivo di diventare educatori.
“Prendiamo atto con favore dell'intenzione dell'amministrazione di procedere con le sostituzioni del personale dipendente del comune impiegato nei servizi all'infanzia con assunzioni dirette. Come sindacato della Funzione Pubblica e della Scuola della Cgil non possiamo però che sottolineare questa stortura che mantiene il Comune di Arezzo fermo a criteri di assunzioni non aggiornati e in fase di superamento normativo. Le graduatorie che si formano con questi bandi restano infatti di solito attive per più anni e questo creerebbe discrepanze rilevanti tra i profili professionali necessari per gli asili nido rispetto ai curriculum dei candidati.­” hanno dichiarato la segretaria della Fp Cgil Giulia Da Mario e il segretario della Flc Maurizio Tacconi.
“Per tutti questi motivi chiediamo al Comune di Arezzo e nello specifico all'assessore Tanti il ritiro del bando e la sua modifica, separando quello per i nidi che hanno una fascia di riferimento dagli zero ai tre anni, da quello per le scuole dell'infanzia che vanno dai tre ai sei anni.”