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In merito all’ordinanza del Comune di Arezzo sulla sicurezza urbana, che dovrà entrare in vigore dopo l’approvazione del prefetto, Catiuscia Fei espone le sue perplessità.
"Esiste un problema di presidio e controllo del territorio che certamente ha assunto, negli ultimi tempi, una grave attualità – spiega il vice direttore di Confcommercio Arezzo - e comprendiamo pertanto l’esigenza di “fare” qualcosa. Non comprendiamo però il ricorso ancora una volta a provvedimenti di generico stampo proibizionista, dubbiosi su che tipo di contributo potrebbero dare alla soluzione del problema: impedire alla gente per bene di Arezzo e ai turisti di consumare un drink la sera e, soprattutto, impedire agli operatori corretti di fare il loro lavoro credo che non sposterà di una virgola i termini del grave problema.

Come associazione siamo disponibili a dare tutto il contributo possibile purché si evitino decisioni demagogiche e di pancia che non hanno mai rappresentato nessuna prospettiva. Per prevenire comportamenti illegali si rischia così di colpire le imprese che lavorano nella legalità. Regole precise sulla somministrazione, infatti, esistono già ma non vengono o non si riesce a farle rispettare, per questo il tema dei controlli è centrale: imporre le leggi è inutile se poi non si fanno le dovute verifiche. Attenzione poi a non confondere la movida con gli atti incresciosi che hanno recentemente colpito alcune zone della città – conclude Catiuscia Fei – fare di tutta l’erba un fascio sarebbe un errore imperdonabile”.

Checcaglini ottobre 2015Anche Confesercenti si dice contraria all'ordinanza: “I problemi di natura sociale legati alla consumazione senza regole dialcolici non possono essere affrontati con ordinanze dal saporeproibizionista che non servono a risolvere il grave problema di tantaemarginazione legata agli eccessi”. È questo il commento del direttore di Confesercenti Mario Checcaglini sul tema dell’ordinanzaannunciata dal Sindaco Alessandro Ghinelli .Per Checcaglini: “gli orari sono decisamente stringenti e penalizzanogli addetti del settore limitando anche la libertà di chitranquillamente non vuole rinunciare a sorseggiare una bevandaalcolica. Si proibisce a tutti per colpa di alcuni e questo non ègiusto tanto più quando sono le attività serie e rispettose a pagarepoi il conto di tali limitazioni. Confesercenti ha quindi numerosidubbi intorno all’ordinanza alla quale crediamo, tra l’altro, chedovrà seguire un ingente e forse improbabile dispiego di agenti perpoter controllare venga rispettata. Vediamo limitati i diritti di100mila cittadini che niente hanno a che fare con la movida etantomeno con i terribili fatti che sono accaduti a Campo di Marte.Come associazione di categoria siamo da molto tempo in prima lineaimpegnati ad affrontare con le istituzioni i problemi di sicurezza edecoro cittadino e ci saremo aspettati dal Comune una convocazionepreventiva per condividere una ordinanza che incide pesantemente suipubblici esercizi. Oggi, a cose fatte, siamo chiamati solo perrecepire le direttive da comunicare agli esercenti che devonoapplicarla”.