Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Ovviamente nulla sappiamo sui criteri che hanno guidato il Gruppo UBI nella scelta delle filiali da chiudere, tre nella nostra provincia, anche perché i sindacati sono convolti solo in merito all'impatto che le chiusure hanno sull'occupazione. Ad onor del vero, la proprietà ci ha assicurato che non ci sarà arretramento dai vari territori, ma che le chiusure interesseranno zone geografiche che vedono comunque la presenza di filiali della stessa banca o di altre del Gruppo. E noi valuteremo caso per caso. Non è mai una buona notizia, quando chiude un presidio territoriale di un istituto di credito, tuttavia, il piano "chiusure", dev'essere valutato - per comprenderne la portata - nel suo complesso; infatti, nell'immediato futuro, il nuovo Gruppo UBI vedrà una completa rivisitazione della rete degli sportelli, con nuovi dimensionamenti (dipendenti per filiale) e nuove logiche, così ci è stato detto; e aspettiamo con ansia di vedere le carte.Comunque, nella trattativa sindacale a Bergamo, quello che interessa alla FABI - il primo sindacato in UBI e a livello nazionale - è l'impatto che le chiusure di filiali avrà con certezza sull'occupazione, sulla mobilità dei lavoratori e sui percorsi professionali; non solo di Arezzo, ma di tutte le regioni di nostra presenza. Ma non basta, vogliamo sapere quanto prima i progetti dettagliati sugli uffici - su tutti gli uffici - di via Calamandrei, in merito alle attuali aree territoriali, alle future direzioni territoriali e in merito alla macro area di Roma. Sul futuro dei lavoratori non si scherza.