Referendum unione Capolona e Subbiano. Faltoni si schiera per il no
Cari Cittadine e Cittadini di Subbiano e Capolona, siamo stati chiamati dalla Regione Toscana, su sollecitazione di un comitato, ad esprimerci tramite referendum consultivo sulla fusione dei Comuni di Subbiano e Capolona. In questi giorni ho ascoltato le ragioni del SI e quelle del NO e mi sono convinto che per tanti motivi non ci sono i presupposti e le condizioni per poter procedere ad una fusione. Voglio evidenziare due motivi fin’ ora poco analizzati:
A) TERRITORIO
La fusione porterebbe il territorio del nuovo ente ad una superficie complessiva di circa 130 Km2, quindi diventerebbe uno dei Comuni più estesi della Provincia ma con una popolazione modesta, circa 11.000 abitanti. Subbiano e Capolona sono Comuni con oltre l’80% di territorio montano, dove circa il 90% della popolazione abita a valle nei due capoluoghi: è facile immaginare che la nuova amministrazione si occuperebbe solo delle zone dove abita la maggioranza della popolazione trascurando il resto del territorio e determinando il suo spopolamento con tutto quello che ne consegue: il dissesto idrogeologico e la perdita di opportunità economiche (scomparsa dell’agricoltura, progressivo ritorno delle foreste, perdita di turismo etc.).
B) POLITICA E AMMINISTRAZIONE
I sostenitori del SI affermano che i due Comuni sono di fatto un’unica Comunità, e che gli abitanti hanno difficoltà a capire perché ci sono due municipi; secondo me questa affermazione è palesemente errata e soprattutto contraddetta dagli stessi attori di questa campagna referendaria, infatti:
il PD di Capolona si è espresso a favore del si alla fusione, senza se e senza ma, motivando la propria posizione in un pubblico documento, dimostrandosi unito e coeso.
il PD di Subbiano, al contrario, apparentemente non ha preso una posizione precisa, e nelle pubbliche dichiarazioni riferisce di aver deciso di lasciare “libertà di coscienza” ai propri elettori.
il Centro Destra di Capolona in alcuni casi è in assoluto silenzio oppure si è espressamente dichiarato per il SI alla fusione.
il Centro Destra di Subbiano si sta prodigando per il NO, dando vita ai comitati più attivi a sostegno del NO alla fusione.
Se vince il SI, considerato che non esiste un progetto di fusione già concordato fra le due amministrazioni, spetterà alla maggioranza che uscirà dalle elezioni amministrative( che si terranno tra un anno) riscrivere le regole amministrative e di funzionamento del Comune unico, con uno scenario che può essere cosi sintetizzato:
1. La maggioranza che nascerà con questi presupposti (di destra o di sinistra) non sarà né capace né in grado di governare e amministrare il nuovo ente, né tanto meno di riscriverne le regole democratiche e amministrative di funzionamento, e ciò può portare ad una insanabile paralisi amministrativa che può durare per molto tempo;
2. La nuova maggioranza (di destra o di sinistra) potrebbe essere espressione di un gruppo di politici riconducibili solo ad uno dei due ex Comuni (o il gruppo di Subbiano o il gruppo di Capolona) e non dell’intero territorio, determinando di fatto una fusione non paritaria.
Per quanto sopra, e non solo, ritengo che non ci siano né i presupposti né le condizioni per realizzare una vera e propria fusione paritaria dei due Comuni. Fusione che comporterebbe sia il rischio del progressivo abbandono delle zone periferiche del territorio, sia la perdita dell’ identità storico- culturali di una comunità, a vantaggio dell’altra. facendoci fare un salto nel buio pericoloso per tutti.
Per questi motivi VOTATE NO il 7 e 8 maggio prossimi, Un NO convinto e motivato nell’interesse dei cittadini e contro gli interessi della casta e dei gerontocrati della politica di Subbiano e Capolona.
David Faltoni Consigliere eletto nel Comune di Subbiano