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La signora Giovannina ha 86 anni. Non ne vuol sapere di lasciare casa sua, perchè così la sente assieme agli altri anziani, in tutto 13, che risiedono in una villa zona Compoluci alle porte di Arezzo al centro di una complicata vicenda giudiziaria. Tutto parte da un esposto alla Procura della Repubblica di Arezzo depositato da un medico e un infermiere. La Procura dispone una perquisizione effettuata il 7 marzo da Polizia Municipale e Guardia di Finanza, alla presenza anche di personale della Asl. Alla fine saranno due gli iscritti nel registro degli indagati, un 50enne italiano e una romena di 44, due dei sette badanti pagati dalle famiglie, ai quali viene contestato il reato di abuso di professione.
La villa definita "struttura" è destinataria di un'ordinanza di chiusura firmata dal sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. Gli anziani dovrebbero essere trasferiti tant'è che ai familiari è stata notificata dalla PM la richiesta della Asl per una valutazione sanitaria.

Il problema principale, insomma, è che la villa da abitazione privata verrebbe considerata una Rsa senza le dovute autorizzazioni.
I familiari non ci stanno e sostengono la buona fede di questo sistema di autogestione. L'affitto, ci dicono, è suddiviso tra noi familiari e una quota viene pagata anche dai due badandi, gli indagati, che risiedono qui a differenza degli altri che invece prestano solo servizio. Ogni familiare paga le sue spese autonomamente.
Il pool di avvocati che segue la vicenda depositerà un ricorso al Tar e comunque vada questa è indubbiamente una vicenda destinata a fare giurisprudenza.