La mostra è curata dal prof. Alberto Manodori Sagredo “nel periodo del Grand Tour la fotografia è nata da poco. Una tecnica che permetteva di fissare le scene del mondo per la prima volta nella storia dell’umanità. I grandi aristocratici andavano a respirare dal vero ciò che avevano studiato e cioè l’arte classica. La fotografia, come oggi, aveva la funzione di far portare a casa ciò che era piaciuto, era insomma lo strumento del possesso della propria esperienza. Ancora di più per le steroscopiche che restituiscono le immagini in tre dimensioni e l’impressione di trovarsi virtualmente nel luogo, un’esperienza individuale fortissima per il momento”.
Lorenzo Soave, direttore della mostra: “La mostra è un viaggio nel tempo, tra il 1850 e il 1910, e nello spazio, attraverso l'Europa e il Mediterraneo, dai fiordi norvegesi alle piramidi dell'Antico Egitto, alla scoperta di un mondo che non esiste più, dove Istanbul si chiamava Costantinopoli e a Roma si poteva assistere alle esecuzioni capitali con ghigliottina o Piazza Navona era allagata d’estate per dare refrigerio ai romani”.
In rappresentanza del Comune di Arezzo che patrocina l’iniziativa l’Assessore Alberto Merelli che ha espresso “vicinanza Comune a iniziative che promuovono il nostro territorio. Lo spunto del 3D – ha concluso Merelli – può avvicinare i nostri giovani all’archeologia e ai beni culturali e artistici”
A San Francesco sarà possibile visitare l’esposizione di 300 fotografie originali, una sezione dedicata ad Arezzo, le attrezzature originali per riprodurre e per vedere le immagini in 3D. La mostra sarà arricchita da un cortometraggio in 3D: realizzato utilizzando le stereoscopie originali esposte in mostra e da animazioni, effetti speciali che condurranno il visitatore in un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso l’Europa, il
Nord Africa e il Medio Oriente. Il Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate ospiterà la sezione della mostra dedicata alle grandi scoperte archeologiche: Pompei, Ercolano, Pozzuoli ma anche gli scavi che hanno riportato alla luce l’Anfiteatro Romano di Arezzo.La mostra, promossa dalla Direzione del Polo Museale della Toscana e patrocinata dal Comune di Arezzo e dalla Regione Toscana, è curata dal Prof. Alberto Manodori Sagredo, organizzata da Munus in collaborazione con il Fotoclub La Chimera di Arezzo, la Link Campus University di Roma e con il contributo di Argenterie Giovanni Raspini e Caffè Corsini.