"Sei privata, eri pubblica": allarme della Cgil sull'azienda di igiene urbana della Toscana Sud
Secondo la Cgil i riflessi negativi sono evidenti: "la parte pubblica, e quindi i comuni, potrebbe utilizzare gli utili per un contenimento delle tariffe o, comunque, per politiche di natura sociale verso le fasce più deboli. Il privato, com'è ovvio, punta solo a incassare gli utili. Siamo quindi già di fronte ad uno snaturamento del progetto iniziale e quindi alla perdita del Dna pubblico di Sei"
Con problemi anche nella gestione dei servizi e quindi la Cgil punta il disto soprattutto verso i Sindaci: "in sede di Assemblea Ato - ha ricordato Cinzia Angioletti, della Rsu di Sei - vengono costantemente date indicazioni sul contenimento dei servizi per poter risparmiare. Strade che venivano regolarmente spazzate tutti i giorni, adesso hanno questo servizio 2 o 3 giorni a settimana. Secondo i criteri stabiliti dell’Ato, un operatore dovrebbe spazzare manualmente, ogni giorno, 16 chilometri di strada. Lascio al buon senso di chiunque immaginare se questo sia possibile. Ogni operatore finisce per fare, e di corsa, un solo segmento del servizio. I cittadini si lamentano per gli abbandoni ma si devono domandare perché le ordinanze comunali non vengono rispettate e valutare l'atteggiamento di quei commercianti, in modo particolare nel centro storico, che lasciano per strada cartoni ed altro ad ogni ora del giorno".
Altro problema evidenziato dalla Cgil è quello dei lavoratori interinali: "in base al contratto nazionale - ha sottolineato Tanganelli - questi non possono essere più dell'8% della pianta organica. Ogni giorno almeno il doppio di questa percentuale è in attività per servizi strutturati che sono necessari ma per i quali non c'è personale ordinario assunto. E questo si verifica da anni: la precarietà è ormai ordinarietà".
Forte è quindi la preoccupazione della Cgil sul futuro di Sei. “Non entriamo nel merito delle vicende giudiziarie – ha commentato il Segretario provinciale della Cgil, Alessandro Mugnai. Ma non possiamo non essere preoccupati per il futuro di questa azienda, di un’immagine che non è soltanto la sua ma che finisce per riflettersi sui lavoratori. C'è il problema della privatizzazione che non è più un rischio ma una realtà concreta sulla quale non abbiamo ancora ascoltato la valutazione dei Sindaci dell’Ato che devono invece, a nostro parere, concretizzare rapidamente una riflessione su quanto accadrà a questa azienda. L’inchiesta giudiziaria è un pessimo segnale ma non è l’unico problema di Sei. Da una parte abbiamo le proteste dei cittadini sui servizi e sulle tariffe, dall’altra la constatazione di una vicenda che non è stata gestita bene, tanto da rendere il commissariamento un atto dovuto. E pensiamo che i sindaci dovrebbero alzare lo sguardo ancora di più e fare una riflessione, per la quale la Cgil è disponibile, sui processi di accentramento della gestione dei servizi pubblici".