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In 25 imputati, su 66, hanno chiesto di patteggiare all’udienza preliminare apertasi oggi ad Arezzo per l’operazione ‘Fort Knox’, inchiesta su un traffico di oro, per un valore di circa 180 milioni di euro, tra la Svizzera e la città toscana, scoperto dalla guardia di finanza nel 2012. Altri 20 hanno chiesto il rito abbreviato. Tra le accuse contestate l’associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione, così stamani è stata derubricata l’originaria imputazione di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. Tra gli imputati che hanno chiesto di patteggiare due anni di reclusione Petrit Kamata, ritenuto dal pm Marco Dioni, titolare delle indagini, il capo dell’organizzazione che, secondo l’accusa, contrabbandava lingotti e verghe in oro oltre il confine di Chiasso. Tra gli altri indagati che hanno chiesto di patteggiare due anni l’aretino Michele Ascione, indicato come il referente di Kamata per Arezzo, nella cui villa di San Giovanni dei Mori, a Marciano della Chiana, la guardia di finanza sorprese nell’ottobre 2012 lo scambio di verghe d’oro con contanti con un emissario in arrivo dalla Svizzera.  Per gli altri proposto patteggiamenti tra un anno e mezzo e due anni di reclusione, richieste sulle quali si dovrà ora pronunciare il gup Marco Cecchi. La decisione è prevista tra maggio e giugno prossimi (ANSA).