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E' un post del sindaco di Firenze Dario Nardella a scatenare l'ira "virtuale" degli aretini sulla loro amata Chimera, uno dei simboli della città e del quartiere di Porta del Foro che ne conserva una copia presso la sua sede. 
Il bronzo etrusco è conservato nel Museo archeologico nazionale di Firenze e come scrive lo stesso Nardella " la Chimera d'Arezzo torna dopo quasi 3 secoli a Palazzo Vecchio, dove la volle Cosimo I de’ Medici. E resterà qui fino al 27 aprile: non perdetevela, è meravigliosa!"chimera nardella scritta
Ed ecco punzecchiato il tallone di Achille di ogni aretino doc. Il bronzo, come tutti sanno, venne rinvenuto nella seconda metà del '500 ad Arezzo durante la costruzione di fortificazioni medicee, fuori da Porta San Lorentino. Rappresenta una figura mitologica con corpo e testa di leone, coda di serpente e una capra sulla schiena come riporta fedelmente anche il sito di Porta del Foro, "nella mitologia greca la chimera (il cui nome in greco significa letteralmente capra) era un mostro che sputava fuoco, talvolta alato, con il corpo e la testa di leone, la coda a forma di serpente e con una testa di capra nel mezzo della schiena, che terrorizzava la terra della Licia. Venne uccisa da Bellerofonte in un epico scontro con l'aiuto del cavallo alato Pegaso.
La Chimera di Arezzo raffigura il mostro ferito, che si ritrae di lato, e volge la testa in atteggiamento drammatico di notevole sofferenza, con la bocca spalancata e la criniera irta. La testa di capra sul dorso è già reclinata e morente a causa delle ferite ricevute."
L'opera venne subito reclamata dal granduca di Toscana Cosimo I de' Medici per la sua collezione, il quale la espose pubblicamente presso il Palazzo Vecchio, nella sala di Leone X. Nel 1718 venne poi trasportata nella Galleria degli Uffizi e in seguito fu trasferita nuovamente, insieme all'Idolino e ad altri bronzi classici, presso il Palazzo della Crocetta, dove si trova tuttora, nell'odierno Museo archeologico di Firenze.
Per gli aretini, l'idea che la Chimera si trova fin dal suo ritrovamento a Firenze e che in tutti questi secoli nessuno abbia mai fatto qualcosa per "riportarla a casa" è una sofferenza che quasi si tramanda di padre in figlio. Ecco che allora il post di Nardella è stato commentato da tanti aretini che chiedeono a gran voce di riportare il bronzo nella sua città.
"E se scrivessimo tutti sotto il post del sindaco di firenze? - si domanda un aretino - sta cosa che siamo rassegnati a vedere la chimera d'Arezzo a Firenze...non mi va giù. C'è un tribunale o un ministero a cui appellarci?".
Beh la speranza è che ai tempi del web l'insurrezione popolare diventi come si suo dire "virale" e alla fine chissà che qualcuno non provi davvero a riportare la Chimera a casa sua.