Quello dei manager è un universo complesso, in perenne divenire. Dove, oggigiorno, contano più le competenze che le mere conoscenze. Un cambio di prospettiva notevole, anche e soprattutto dovuto dall’ingresso in scena delle nuove tecnologie e innovazioni che hanno scombussolato il modo e il mondo dell’imprenditoria nell’ultimo ventennio.
Tra i settori più coinvolti dalla appena citata rivoluzione digitale figura senza ombra di dubbio il variegato mondo del gioco d’azzardo, fisico ed online, coinvolto in prima persona dai cambiamenti e dai netti miglioramenti. A tal proposito si parla di gamification, termine che raccoglie tutte le componenti di contesti di gioco applicati poi successivamente a situazioni non ludiche. Evolvendosi il gioco, per forza di cose, si sono dovute evolvere anche le figure “dietro le quinte”, e dunque anche gli imprenditori stessi.
Fare imprenditoria nel mondo del gambling oggi è quanto di più complesso possa esservi: occorre, anzitutto, qualificarsi come persone complete da un punto di vista professionale e quindi non conoscere soltanto il campo di lavoro ma comprenderlo, interpretarlo, in alcuni casi. Bisogna avere nel proprio background tutta quella serie di competenze oggi sempre più richieste nel mercato europeo e mondiale. A questo proposito, la Unione Europea parla di otto competenze chiave che siano permanenti per tutta la vita.
Una di queste capacità richieste agli imprenditori del gambling è il problem solving, ovvero la facoltà di individuare problematicità e costruire soluzioni idonee per risolverle. Ma anche la capacità di imparare ad imparare sta diventando sempre più importante: la voglia, cioè, di migliorarsi imparando. Torna qui prepotente la gamification, che è sempre più fondamentale nel mondo dei manager, in termini motivazionali e di stimoli.
Ciò si traduce in una connessione tra conoscenze e competenze: nel mondo del gaming, oggi sempre più simile al mondo reale, un apprendimento manageriale prescinde dalla sperimentazione della complessità. In una sola parola forme di ingaggio sofisticate sono imprescindibili e bisogna avere delle skills notevoli: immersività, narrazione, empatia, feeling. Per far fronte ad una sfida complessa e per questo affascinante.
In un certo senso bisogna avere anche sensibilità per la materia che si sta trattando, non dimenticando mai che il consumatore finale, unico, insindacabile giudice, è il giocatore. Per cui il background di un imprenditore nel mondo del gaming deve essere quanto più completo e multitasking. Un ottimo esempio, a questo proposito, è offerto dal modello imprenditoriale impostato da Snaitech.
Società leader in Italia nel mondo del gioco legale, Snaitech è il risultato di una squadra competenze come poche. Capace peraltro di inglobare, al suo interno, altre realtà come Best in Game, per la creazione di una piattaforma al 100% Made in Italy con un occhio rivolto al sempre più crescente mercato digitale. L’esempio ideale di sperimentazione mista a innovazione e progresso. Quel che necessariamente deve possedere chi decide di intraprendere una carriera da imprenditore nel mondo del gaming, fisico e online.
