Sopralluogo questa mattina dei tecnici della Procura sul viadotto Puleto della E45, sequestrato dallo scorso 16 gennaio per rischio crollo. Ecco le impronte che un mezzo ha lasciato sulla superstrada imbiancata.
Ci sono adesso da valutare bene le ipotesi presentate da Anas. Glii ingegneri Antonio Turco e Fabio Canè, hanno di fatto iniziato un lavoro di calcolo e analisi sulla tenuta strutturale del viadotto. Entro pochi giorni dovrebbe arrivare la decisione sulla proposta di riapertura, se pur parziale e controllata.
Sostanzialmente di una questione di calcolo della capacità di sopportazione dei pesi da parte del viadotto Puleto e del contiguo Tevere 4, già oggetto entrambi di un progetto di restauro da 30 milioni che era stato consegnato per il primo a dicembre anche se i lavori sarebbero dovuti cominciare col ritorno della bella stagione.
Si tratterebbe di una riapertura al traffico leggero, a doppio senso di marcia e con limiti di velocità. Si tratta di capire, in relazione a quanto affermato da Anas nei documenti consegnati in procura, se la strada potrà sopportare una riapertura. 30 i centimetri di neve caduti nella zona interessata dal sequestro e questo di sicuro non facilita le operazioni.
Secondo quanto contenuto nei calcoli degli ingegneri di Anas, la superstrada potrebbe essere riaperta nelle due corsie centrali, in direzione nord e sud, che hanno più sostegno sui piloni. Oltre a vietare il transito ai mezzi pesanti sarebbe introdotto anche un limite di velocità inferiore ai 90km/h.
Il procuratore Roberto Rossi attende adesso il pronunciamento dei suoi consulenti, ma visto che il decreto di sequestro è stato firmato dal Gip Piergiorgio Ponticelli, l’ultima parola tocca a lui. Fu lo stesso procuratore nelle ore del sequestro ad affermare che "tutti erano ben coscienti del disagio che sarebbe stato provocato", quindi viene da pensare che in ambiente giudiziario la notizia della possibile riapertura sarebbe accolta con gioia, ma prima viene la sicurezza dei cittadini.
