Era l'una e quaranta della notte tra lunedì e martedì, quando una molotov è stata lanciata contro la caserma dei carabinieri di Pergine Valarno. Un ordigno artigianale, una bottiglia di vetro, piena di liquido infiammabile, con lo stoppino acceso, dalla quale sono partite le fiamme. Poi boato nella notte ha svegliato bruscamente i residenti. Adesso proseguono senza sosta e a tutto campo le indagini per risalire al responsabile del gesto. Nel rogo è andata completamente distrutta l'auto di servizio era parcheggiata fuori dalla caserma. Al vaglio degli inquirenti le immagini delle telecamere di videosorveglianza della caserma, ma anche della zona. Chi ha lanciato la molotov però potrebbe infatti aver ben studiato il colpo, posizionandosi in un angolo nascosto dagli occhi elettronici. Ma per arrivare alla caserma l'auto del folle gesto ha dovuto percorrere le strade circostanti e potrebbe così essere stato immortalato dagli altri impianti. Al momento non c’è stata alcuna rivendicazione. Secondo gli stessi militari non si tratterebbe di un attentato a sfondo politico ma di un atto di vandalismo o piccolo sabotaggio. Molte sono state le manifestazioni di solidarietà all’Arma e ai militari di Pergine. Ieri, anche il viceministro dell’Interno Matteo Mauri ha avuto un colloquio con il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Vincenzo Franzese, per manifestare vicinanza. "“Lanciare contro una caserma una bottiglia incendiaria è un atto criminale, che non va sottovalutato”. I responsabili di questo gesto, che auspico siano individuati al più presto, devono sapere che lo Stato non si lascerà mai intimidire".
