"Miopi e compiacenti" così vengono definiti Giuseppe Fornasari e Luca Bronchi rispettivamente ex presidente ed ex direttore generale di Banca Etruria, nelle motivazioni della sentenza di condanna a loro carico per il processo sul crac dell'istituto di credito aretino. La sentenza rigurdava il filone di inchiesta per bancarotta ed era stata pronunciata lo scorso 31 gennaio. Le motivazioni sono state depositate durante l'estate. Il gup Giampiero Borraccia parla di azioni "miopi, compiacenti, perseveranti nella bancarotta" - come riporta il Corriere di Arezzo - che furono intraprese con "avventatezza". Milioni di euro che sarebbero stati assegnati senza reali garanzie a persone o imprese che non sarebbero state in grado restituirli, ma anche degli investimenti come il cantiere navale dello famoso yacht e le erogazioni alle società di Rigotti. E poi le linee le credito aperte con i soci, nonostante, secondo la sentenza, il palese conflitto di interessi. Adesso i legali dei due ex vertici di Banca Etruria potranno fare appello.
