Resteranno in carcere i pusher finiti in manette nel corso della maxi retata al Parco del Pionta. Il tribunale del Riesame ha infatti respinto la richiesta di rimettere in libertà undici dei trentuno arrestati, quasi tutti difesi dall'avvocato Alessandro Mori.
I legali avevano puntato sullo spaccio per lieve entità. Il gip del tribunale di Arezzo Piegiorgio Ponticelli nella sua ordinanza di custodia cautelare aveva invece sottolineato come ci fossero aspetti che non potevano rientrare nell'ambito della "modica quantità", il quinto comma. Tra gli spacciatori infatti ci sarebbe stato un sistema di mutuo soccorso, una condivisione di nascondigli ed addirittura una collaborazione nella gestione dei clienti. Adesso anche i giudici fiorentini hanno spostato la linea della procura di Arezzo e del gip, dietro alle cessioni, seppur piccole, c'era un'attività strutturata, organizzata e continuativa. La vasta operazione Duomo Vecchio risale allo scorso maggio, quando a conclusione di una lunga attività investigativa, diretta dalla Procura della Repubblica di Arezzo, portata avanti dalla Squadra Mobile e dallo Sco, con il supporto della direzione centrale per Servizi Antidroga e della Scientifica, finirono in manette 31 pusher. Un'operazione conclusa con lo spettacolare blitz al Pionta, con tanto di elicottero ed unità cinofile, che aveva assestato un duro colpo allo spaccio nelle zone calde della città.
