Sono in tutto circa 2200 le parti civili ammesse al processo per il crac di Banca Etruria, per la gran parte risparmiatori azzerati, obbligazionisti ed azionisti.
A deciderlo è stato il collegio del tribunale di Arezzo, presieduto dal giudice Gianni Fruganti, che di fatto ha ammesso quasi tutte le richieste, per le quali le difese avevano invece chiesto l'esclusione. Tra queste anche quella della vedova di Luigino D’Angelo, il risparmiatore di Civitavecchia che si tolse la vita il 28 novembre 2015 dopo aver visto andare in fumo oltre 100mila euro.
Ammesso, oltre al liquidatore della vecchia Banca Etruria Giuseppe Santoni, anche il comune di Arezzo, che inizialmente era stato escluso dal Gup in fase di udienza preliminare.
Sono state infine escluse unicamente una piccola parte di istante private per irregolarità formali e le due associazioni di consumatori Federconsumatori ed Adusbef.
