Un vero e proprio incubo quello vissuto nel 2015 da Alessandro Valentino, all'epoca dei fatti minorenne. Una sua coetanea lo aveva accusato di stalking e minacce e nel giugno di tre anni fa si è visto piombare in casa all’alba sette carabinieri che, dopo la perquisizione, lo hanno portato via. Il giovane, innocente, ha scontato due mesi in comunità e uno agli arresti domiciliari.Tutto aveva avuto inizio da una denuncia per violenza sessuale che la ragazza aveva sporto nei confronti dell'ex fidanzatino. Secondo la giovane poi Alessandro ed altri 10 ragazzi l'avrebbero minacciata per difendere, forse, il loro amico che era finito nei guai. Tutto falso. E' stata una perizia sui messaggi minatori, materiale che la mamma della ragazza aveva depositato, a smontare questo castello di carta. Secondo il giudice Massimiliano Signorini del tribunale dei minori di Firenze la ragazza si era inventata tutto anche la violenza sessuale. Il tribunale ha accertato che la ragazza aveva utilizzato un’app per telefoni mobili che si chiama «Yazzy» e che falsifica le schermate dello smartphone. Le migliaia di messaggi minatori sulle chat di Facebook e compagnia bella erano tutte inventate di sana pianta. Da qui l’assoluzione per tutti.
